Itimi,i — ('.clini storici
conformato dal voto popolare, per la riorganizzazione dello Stato. Fra gli accordi era compresa mia vasta proscrizione ili ;i()() senatori o 2000 cavalieri
Neil autunno del 12, Bruto e Cassio furono vinti a Filippi in Macedonia, e con ciò (dibe line per sempre la Repubblica. Ben vi era ancora Sesto Pompeo, tiglio di Pompeo, in qualità ili pretendente, ma 11011 come difensore della Repubblica, sì come vendicatore del padre e difensore di so stesso.
I Triumviri si divisero ora di bel nuovo l'impero. Antonio andò in Oriente, ed Ottaviano, padrone della maggior parte dell'Occidente, rimase in Italia. Egli ebbe, è vero, a combattere, nella guerra Perugina (41), con Fulvia, moglie di Antonio, e il suo fratello Lucio, ma se ne sbrigò e seppe anche appianare, nel trattato di Brindisi, i dissapori suit i con \ntonio, del pari clic sospendere, per mezzo dell'accordo di Mis-seno (3
II Triumvirato fu dal 37 av. C., rinnovato per altri y anni; Pompeo, che aveva nel 38 dato di bef nuovo ili piglio alle armi, fu sconfitto nel 36 a MiUitì ( Milazzo), e a Nauloco (fra Milazzo e Capo Rasocolmo) da Vgrippa, generale di Ottaviano; Lepido fu messo da parte, mentre Antonio ebbe a combatter coi l'arti, e nelle braccia della regina egizia Cleopatra andava sognando di un dispotismo orientale, ila il vincolo fra Ottaviano ed Vntoiiio, che doveva esser suggellato dal matrimonio d'Antonio con Ottavia, fu rotto appunto per questo matrimonio (32) e in Grecia fu combattuta di bel nuovo la battaglia definitiva. Il 2 settembre del 31 av. C., Ottaviano, in grazia dei talenti militari d'Agrippa, sconfisse, nella battaglia navale d'Azio, Antonio e Cleopatra, e, dopo il suicidio di ambedue in Egitto nel 30, rimase unico signore dell'Impero romano.
Ili, Roma sotto gli Imperatori. -— Se Cesare aveva creato la nuova monarchia, V Ini pe riunì di un uomo, Ottaviano, ne fu l'organizzatore. Non era uu geniale nomo di Stato come Cesare, ma un granile amministratore e profondo conoscitore degli uomini, abilissimo a ravvisare il possibile e il conseguibile.
1 vitando il titolo sempre inviso di Re, assunse quello di J'riuccps, designandosi con esso semplicemente come il primo nello Stato, e nel-27 av. C depose persino il potere straordinario che aveva sino allora esercitato. Ma riprese poi tosto il governo di tutte le provincie ni cui stanziavano eserciti e il coniando superiore di tutte le forze militari dell'Impero, mentre il Senato confermigli, nel 27, il titolo onorifico
Pur assodando l'assoluto potere imperiale, Augusto voleva conservare nell'istesso tempo l'esterna armatura, diremo così, delle istituzioni repubblicane, il Senato sopratutto. Mentre Cesare lo aveva depresso, ei lo innalzò per contro, condividendo con esso raiuniiiiistrazione delle provincie (27 av. C.) assegnandogli una cassa piopria di Stato ed accordandogli altri favori. Per converso, ei lasciò, ben è vero, sussistere l'assemblea popolare, ma le assegnò una parte all'atto subordinata.
I fondamenti del savio governo e dell'ottima amministrazione d'Augusto, si conservarono sino a Diocleziano. Di fronte alle varie nazionalità onde coniponevasi l'Impero sterminato, ei mantenne saldo il principio politico che la nazionalità Romano-Italica, raggentilita dalla coltura ellenica, dovesse essere la base della mescolanza dei popoli dell' Impero, dandogli coesione e saldezza.
Le condizioni esterne favorevoli, turbate soltanto verso la fine del viver suo, dalla terribile insurrezione dalniato-pannonica del (i-(J di C. e daH'esternniiio dell'esercito renano di Varo (
II nuovo governo aveva già il carattere riciso ili una monarchia militare per l'istituzione di un esercito stanziale, laddove, sotto la Repubblica, l'esercito veniva sciolto dopo ogni guerra. II regno ili Augusto fu favorevole in sommo grado alle lettere e alle arti, e basti citare i nomi di Virgilio e ili Orazio, di Mecenate e di Agrippa, che lo
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