Homa — Cenni storici
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mono sottomessa, non così l'orientalo ancor divisa fra i Diadochi, o successori di Alessandro, Macedonia, Grecia, Siria, Asia anteriore ed Egitto. La sottomissione di cotesto mondo sotto l'influsso della coltura ellenica fu l'impresa compiuta od almeno apparecchiata da poma nel secondo secolo av. G.
La Macedonia dopo le guerre con Filippo V (200-1 <>7, battaglia di Cinocefale) e Perseo, figliuolo di Filippo (I71-1GS, battaglia di Pidno), fu incorporata come provincia all'Impero romano, del pari che la Grecia, sotto il nome di Acaia dopo la conquista di Corinto per Mulinino (I4G).
La Siria, in seguito alla guerra con Antioco III (192-100), incominciata in Grecia, trasportata in Asia e terminata con la battaglia di Magnesia (190), fu costretta a cedere ai vassalli romani l'Asia minore rimanendo però ancora indipendente nel proprio dominio, L'Egitto finalmente seppe per vero mantenersi neutrale ma dovette rinunciare ad una politica indipendente davanti a Roma.
Quando, nel medesimo anno (146) della suddetta conquista di Corinto per Mummio, anche Cartagine, dopo quattro anni di lotta, fu conquistati e distrutta da P. Scipione Emiliano e il suo dominio convertito in provincia romana, ciò non fu che il compimento del sistema di dominio occidentale.
Per tal modo, nel periodo successivo che incomincia coi torbidi dei Gracchi, Roma si presenta quale padrona del mondo incivilito, con un codazzo svariatissimo di sudditi, vassalli ed alleati, e con a capo di questo conglomerato dì paesi e di popoli sempre sotto l'antica costituzione repubblicana, un'aristocrazia, composta di alcune centinaia di famiglie.
11 problema da risolvere ora, quello si era di formare con questo conglomerato un regno unito e compatto; ma la nobiltà, non ne aveva politicamente la capacità e moralmente non più la forza. Sintomo della sua pochezza fu la guerra di Spagna al termine di questo periodo. Nell'occidente dai Lusitani comandati da Viriate, nel Settentrione dai Gallezn. o Galiziani, ma soprattutto nel centro della penisola dai Celtiberi, Roma incontrò per molti anni una resistenza superata soltanto, dopo aspre guerre e sacrifizii dolorosi, dal suo miglior generale, il precitato Scipione Emiliano. L'ultimo baluardo, la Celtiberìca Nuinanzia, fu conquistata dopo un lungo assedio, nel 133 av. C.
11 terzo Periodo della Repubblica, dai Gracchi a Cesare, si può considerare come transito dalla repubblica alla monarchia. L'aristocrazia corrotta dal lusso e dai vizii greco-orientali, non potò tener più in freno la plebe oppressa, la quale trovò ausiliarii in uomini ch'ebbero il coraggio di ridonare al Tribunato il suo antico ufficio di opposizione e persili di rivoluzione.
Codesti uomini uscirono dal seno della stessa aristocrazia, in persona di due fratelli discendenti di una delle primarie famiglie della nobiltà plebea, i due Gracchi, Tiberio e Cajo, i quali presentarono le cosidette Leges Semproniae e ìli cui stavano in prima linea le Leggi Agrarie. Furono quindi aggiunte altre leggi coinè quella sui tribunali trasferiti nelle mani del medio ceto e quelle della vendita delle granaglie a prezzi più modici ai cittadini poveri, Quest'ultima fu particolarmente propugnata dal più giovane dei due Gracchi per trar dalla sua il popolo. Le leggi agrarie tendevano a distribuire alla plebe più povera 1 domimi dello Stato in Italia e nelle provine® per creare un sano e rigoglioso stato contadinesco e toglier di mezzo il proletariato cittadinesco. La nobiltà non ne volle sapere; si passò ai provvedimenti repressivi e i due Gracchi caddero vittime dei loro disegni di riforma politico-sociale (133 e 121). Ma l'impulso dato da essi durò incessantemente e da quel tempo sino a Cesare la vita politica in Roma fu una lotta continua fra gli ottimati, o Nobiles, e i popolani ossia i democratici.
A codesti elementi che sommuovevano lo Stato, se ne aggiunse ancora un altro molto importante: il desiderio della piena cittadinanza da parte dei confederati italici. L'oligarchia vi si oppose nonostante le istanze del tribuno del popolo, M. Livio Druso, il