Ituinn. — Conni storici
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ilei re B'aniiiinii ; anch'esso è ancor sciai favoloso, ina già vi traine® qualche albeggiamento storico. Narra la tradizione che 1 Tarquinii vennero a Roma dalI'Etrni-ia; ciò è desunto dal presupposto che Roma avesse nei primi secoli derivato gli elementi di mia maggior coltura, principalmente dagli Etruschi. Ma l'i adagino critica dimostra che tal non è il caso e che, la pili parte dei smhh tti elementi, segnatamente la scrittura e i primordi dello arti figurative, vennero piuttosto nel Lazio ed ni Roma dai Greci della bassa Italia e della Sicilia. Da ciò seguì che i Tarquinii, i quali erano probabilmente una stirpo latina, non solo procacciarono a Roma il primo posto nel Lazio, ma lo conquistarono anche nel commercio del Medite.naiieo, esercitato a quei tempi dai Greci, dai Cartaginesi e dagli Etruschi, e strinsero ] i rticolariiieate attive comunicazioni con Cuma ed altre città greche della Maglia Ciecia e della Sicilia o persili con Wunsitia, In Marsiglia odierna.
La tradizione distinguo due Tarquinii, padre e tiglio, ma frammette ad essi Servio Tullio, con un governo di 41 anni, il che ò un'impossibilità cronologica. E da creder per contro che la casa dei l'acquimi regnasse per pai di una geneiazii ne, mentre non -ù capisce quale attinenza possa aver con essa la figura di Servio Tullio.
VI nome di Servio raimettonsi i tatti più importanti di questo secondo periodo. Mainisi che Tarqniiiio l'risco avesse già in animo ili attrarre nell'ambito dello Stato i Plebei i quali sottostavano alle gravezze senza godere di alcun diritto politico; ma, impedito dall'opposizione sacerdotale non potè ammettere alla cittadinanza, al sacerdozio, al Senato e al cavalierato che un numero di famiglie plebee uguale a quello delle patrizie. Fu merito di Servio Tullio, se non di conferire ai plebei diritti uguali a quelli dei patrizi, di innalzarli dal nulla al grado di semi-cittadini. A Servio altresì si ascrive la grande opera di cinger l'intiera città dì mura Ber un circuito di 8 chilometri, opera di cui esistono ancora al dì d'oggi avanzi importatiti che furono da noi descritti minutamente al principio di Roma antica.
Sotto Servio Tullio finalmente Roma occupò una posizione importante nella Lega Latina e sotto dì lui fu innalzato sull'Aventino il tempio federale sacro a Diana.
In siffatte condizioni apparisce nella tradizione il secondo Tarquinia, sopranomato il Superbo, come quel re che spinse all'apice lo sviluppo sin allora ottenuto. Egli termina le costruzioni della città incominciate da' suoi predecessori, sopratutto il Tempio Capitolino. Sotto di lui il dominio e la potenza di Roma sviluppanti rapidamente e Roma sta a capo del Lazio. Egli stabilisce vaste relazioni con gli Stati vicini ma per mezzo dì lui va anche a rotoli il monarcato, apparentemente a cagiono della tracotanza de' suoi figli e dell'attentato all'onor ili Lucrezia, ma in realtà a cagione della sua posizione politica. La sua caduta non fu semplicemente, come riferisce la tradizione, una vittoria della libertà popolare, ina avvenne assai più nell'interesse dei patrizi che vedevano menomata la loro importanza nello Stato dal soverchiante potere regale, ed ora che codesto potere, col servizio militare e servile, opprimeva anche i plebei, colsero il destro del loro malcontento per rovesciare il re impopolare.
L'anno della, cacciata di Tarquinio, e con essa dell'abolizione della monarchia, fu, secondo la cronologia tradizionale, l'anno 51U av. C.
II. Roma Repubblica, — Dopo l'espulsione dei Re subentrò, in luogo del potere a vita, Vimperium aiuuann et duplex, il potere annuale diviso fra due.
In questa limitazione della podestà suprema il principio della collegialità fu posto allato a quello della temporaneità in modo che ciascuno dei due utticiali avesse lo stesso pieno potere ma in pari tempo ciascuno dei due fosse contenuto dal veto dell'altro.
Del rimanente trattatasi di attuare il compromesso fra patrizi e plebei, che aveano fatto la rivoluzione, nella partizione dei pubblici diritti fra le due classi. La parte del
43 — tu Patria, voi. III.