S04 l'arte Terza — Italia Centrale
107Rrofferio, 108 Daniele Manin, 100 Salirei, llORatazzi, 111 Giusti. 112 Pellegrino Rossi, 113 Carlo Farmi, 114 Gregorio Ugdulena, 115 La Mannora, 11G Ventinoli, 117 Renazzi, 118 Lancisi, HO Armellini, 120 Portola, 121 Aleardi, 122 Vignola, 123 Padre Secchi e 124 Guerrazzi.
Abbelliscono questo splendido passeggio la bella vasca col gruppo di Mose deposto nel Nilo (fig. lf,3) e il recente monumento innalzato alla memoria dei Fratelli Cairoli (fig. 164).
MUSEI
Museo Capitolino. — Dirimpetto al palazzo, già da noi descritto, dei Conservatori ili Campidoglio, il più ricco Museo dopo il Vaticano, fu fondato nel 1471 da Sisto IV che fece dono al popolo romano di tutti i tesori dell'arte antica nei palazzi papali; per tal guisa furono trasportate in Campidoglio anche la famosa Lupa in bronzo (fig. 105), la statua equestre di Marco Aurelio e l'intiera collezione delle antichità del Luterano. Pio V, a cui non garbavano i molti oggetti d'arte antichi nel Belvedere del Vaticano, regalò, nel 1500, trenta statue in nn con molti busti. Sotto Clemente Vili furon gettati i fondamenti del palazzo del Museo, ma il Museo propriamente detto fu fondato dalla Casa degli Albani e principalmente da. Clemente XI (Francesco Albani d'Urbino), e dal suo nipote Alessandro Albani, cardinale, il quale fece dono, sotto Innocenzo XIII, della collezione più compiuta dei busti degli imperatori romani, dei filosofi e poeti. Clemente XII (Corsini), quantunque eletto a 78 anni, puossi considerare quale secondo fondatore del Museo Capitolino (piai è ora, come colui che ne fece ornare le sale e ordinare i moltissimi oggetti artistici da Giovanni Rottali, dal marchese Capponi e dall'abate Vallesio.
Benedetto XIV (1740-175S) compì l'epoca splendida del Museo Capitolino co'suoi magnifici donativi ed approfittò degli imbarazzi pecuniarii del duca Francesco III di Modena per comperare le migliori opere di villa d'Este, provenienti in gran parte da villa Adriana. Molte delle statue più rinomate del Museo furon donate da codesto papa, fra le altre: Mora ed Arpocrate, il Satiro di rosso antico, Amore e Psiche, il Satiro di Prassitele, le Due Amazzoni, Pandora, Psiche, la famosa Venere, ecc. Carlo III di Napoli regalò la cosidetta Pianta capitolina di Poma. 11 prelato Savietti di Bergamo scavò nella suddetta villa Adriana i due Centauri e il Musaico delle Colombe, comperate poi pel museo da Clemente XIII. 11 Gladiatore moribondo pervenne sotto lo stesso pontefice nel Museo, del pari che il Marte, il Marforio nel cortile e il beHM^/woo. Nel 183G Gregorio XVI cede il Museo all'Amministrazione municipale.
Tutti i suddetti ed un numero grandissimo di altri tesori dell'arte sono distribuiti nel cortile, nell'atrio, nelle cosidette Stanze delle Urne, degli Imperatori, degli Vomini illustri, nel Salone, nella Stanza del Fauno di marmo rosso, nella Stanza del suddetto Gladiator moribondo.
Museo Nuovo. — Nel palazzo già descritto dei Conservatori in Campidoglio, fu fondato, nel 1870, con molti oggetti in bronzo del Museo antico e moltissimi disseppellit i, negli sterri recenti, segnatamente sull'Esquilino e sul Viminale. Contiene una Sala dei bronzi, una Nummotcca e Gliptoteca (ossia collezioni di monete e di pietre incise) con in mezzo una preziosa raccolta delle monete d'oro imperiali e un Salone, costruito in legno e ferro nel 1873, per riporvi gli oggetti rinvenuti od acquistati dopo il 1870. Fra le molte statue sono notabili la Venere Lamia, trovata nel 1874 nelle nicchie negli orti Lami ani sull'Esquilino; la semistatua, ben conservata, di Commodo; le statue di Ercole e di Apollo e il grande Sarcofago di Vicovaro, rappresentante la caccia del cinghiale Caledonio. Il Museo delle terre cotte contiene una collezione di terre cotte trovate negli scavi recenti e il Museo dei bronzi, la statua semicolossale di Ercole in bronzo dorato e la lupa scoperta alle radici del Palatino ov'era il fico ruminale, sì che