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l'arte Terza — Italia Centrale
Pio IX fece in seguito altri acquisti di terreni privati del colle, e precisamente della vigna del Collegio inglese e di quella Butirroni; o. contemporaneamente si cominciarono scavi in vari punti.
Nel 1860, Napoleone III acquistò dalla Real Gasa di Napoli gli Orti Farnesiani, ed emulando la splendidezza di Francesco I, duca di Tarma, fece cominciare, sotto la direzione del compianto senatore Rosa, estese escavazioni delle case imperiali, comprese dentro il recinto di quei già deliziosi giardini. Ed allora anche gli Orti Farnesiani verniero anch'essi aperti alla erudita curiosità del pubblico. Cambiato in Roma l'ordine delie cose, il Governo italiano si die premura di acquistare al demanio le antiche delizie palatine dei Farnesi e vi fece continuare con perseveranza gli scavi, i quali sono ancor oggi continuati, di guisa che quasi l'intero colle può ora ammirarsi e dai forestieri e dai cittadini ed esser considerato come uno dei luoghi più deliziosi e interessanti, sia dal lato storico, sia da quello artistico.
PASSEGGIO SUL, MONTE PINCIO
Sino al principio del secolo nostro, il pubblico passeggio del Pincio era sparso ili vigne. Nel 1811 il Governo francese divisò di trasformarlo in pubblico passeggio ed affidò i lavori a Giuseppe Valadier. Al ritorno del Governo pontificio il cardinale Consalvi fece seguitare e compiere con grande alacrità, dallo stesso Yaladier, il bellissimo passeggio che riuscì uno de' più belli ornamenti di Roma. Dal punto di vista pittoresco sono veramente ammirabili le sostruzioni adorne di statue, colonne rostrate, bassorilievi, coronate e inframmezzate da alberi e piante che prospettano la piazza del Popolo.
La spaziosa spianata di questo famoso passeggio, convegno del mondo elegante clic vi si reca a piedi o in carrozza a diporto o a sentir la banda militare, da cui si gode il panorama maraviglioso di tutta quasi la città e dei luoghi circonvicini, è divisa ili anipii riquadri ed in lunghi e larghi viali ombreggiati da alberi. Alcuni scompartimenti sono ridotti a giardini ed altri arricchisconsi di lìtte piante meridionali: palme a ventaglio, aloe, acanti, rododendri, niaonie, pepe, ricino, robinie ed abbondanza ili bellissimi cacti.
A destra, di là della rotonda ove suona la banda, sorge, in mezzo alla piazza attraversata dalle carrozze, un obelisco alto 9 metri, dedicato dall' Imperatore Adriana al suo favorito Antinoo; stava questo obelisco in addietro nel Circus Elagabuli o Circo di Eliogabalo, presso l'Anphiteatrurn Castrense (S. Croce) e Pio VII lo fece qui trasportare nel 1822. Del rimanente, lungo tempo prima di Adriano, il Pincio era già trasformato ìu luogo di delizia. Eranvi fra gli altri i Giardini Luculliani, ambiti da Messalina; ei Giardini Sallustiani stendevansi dalle radici del Pincio sino (villa Spithover. villa Massimo, e porzione di villa Ludovisi) al Quirinale (sotto S. Susanna) e a via Venti Settembre sino a Porta Pinciana; passarono quindi in possesso dell'imperatore che vi aveva una residenza estiva.
La piattaforma del Pincio è ora una specie di Panteon all'aperto, ornata, nei principali viali, di un gran ninnerò di Enne o busti di celebri Italiani, ordinata sin dal 1840 dal dittatore Mazzini. Ecco l'elenco di questi busti, alcuni dei quali, fra i più recenti, hanno un valore artistico : n. 1 Stesicoro, 2 Pitagora, 3 Zeusi, 4 Archimede, 5 Scipione, 6 Mario, 7 Cicerone, 8 Pompeo, 0 Cesare, 10 Virgilio, 11 Orazio, 12 Vitruvio, 13 Plinio il Vecchio, 14 Tacito, 15 Guido d'Arezzo, 16 Arnaldo da Brescia, 17 Giovanni da Precida, 18 Amedeo V, 19 Marco Polo, 20 Dante, 21 Giotto, 22 Petrarca, 23 Doge Dandolo, 24 ('ola di Rienzo, 25 Boccaccio, 26 Brunellesco, 27 Leon Battista Alberti, 28 Porcari, 29Colombo, 30 Bramante, 31 Lorenzo de' Medici, 32 Savonarola, 33 Leonardo da Vinci, 34 Pico della Mirandola, 35 Andrea Doria, 3G Machiavelli, 37 Michelangelo, 38 Ariosto, 39 Serlio, 40 Tiziano, 41 Jacopo Sansoviiio, 42 Raffaello, 43 De Marchi, 44 Giulio Romano, 45 Correggio, 4G Giovanni de' Medici, 47 Benvenuto Celliui, 48 Bartolommeo