limila odierna
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Fig, 163. — Roma; Vasca col gruppo di Mose deposto sul Nilo (Pincio) — Da fotografia.
fosse prescelto, durante la Rinascenza, a tanti altri, per costruirvi ville ed impiantarvi giardini. Ciò fecero i Mattai nel XVI secolo, clic vi edificarono una villa della quale fu architetto e pittore Rafì'aellino del Colle, scolaro del grande Urbinate. Oggi la villa più non esiste e sorgeva nell'area ora occupata dal convento di villa Mills.
Ma beu più celebri della villetta Mattei, furono gli Orti Famesiani, il giardino cioè quivi formato dal cardinale Alessandro Farnese. Di fabbriche non rimane che un piccolo casinetto (Coffehaus) dipinto ad arabeschi eseguiti da qualche scolare di Taddeo Zuccari, ed una palazzina, prospettante il Foro Romano, nella quale è oggi una sezione dell'Ufficio governativo degli scavi di antichità.
Una trentina di anni fa, tutto il Palatino era ricoperto da orti e vigneti, nè più alcuna traccia rimaneva dei giardini dei Farnesi, decorati con straordinaria quantità di antiche sculture.
Nel 1818 la Corona di Russia fece acquisto della vigna Nusiuer (che era dal lato del Palatino che guarda il Velabro) coll'idea di farvi degli scavi, come ni effetto vi fece.. Pochi anni dopo quel terreno fu ceduto al Governo pontificio, il quale, ni compenso, dette alla Russia alcune antiche sculture per arricchirne il Museo di Pietroburgo. Così divenne pubblica la vigna Nusiuer e di qui ebbe principio, in certo modo, l'emancipazione del Palatino.
ÌO — lai Patria, vo!. III.