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l'arte Terza — Italia Centrale
Bonaparte, ultimo figlio del defunto principe di Canino. Da un terrazzo, sulle mura della città, magnifico panorama della Campagna di Roma coi monti Sabini ed Albani, Attualmente è molto ridotta a cagione delle nuove costi azioni, eseguendo le quali si scoprirono alcuni magnifici sarcofaghi e cippi spettanti al sepolcro dei Calpurnì l'isoni. Questa bella residenza fu molto danneggiata dalle palle da cannone che il 20 settembre 1870 aprirono la breccia di porta l'in.
Villa Malta. - A ovest di S. Isidoro, in cui dimorarono il re Luigi 1 di Baviera e Guglielmi Humboldt. Le palme del giardino furon portate, dal re stesso, dall'Oriente e dalla torricella della villa si presenta allo sguardo una \eduta incantevole.
Villa Lante. — Sul Gialliccio, costruita sui disegni di Giulio Romana (die vi dipinse a fresco quattro camere. I freschi che ornavano il salone sono ora nella galleria Borghese. Alcuni avanzi dei freschi delle altre sale, eli' erano stati imbiancati, furono restaurati dall'inquilino della villa, il valente artista francese Favart. Panorama stupendo. Questa villa in devastata e messa a ruba dalle soldatesche del Borbone nel 1527 e morto inonsig. Turiti! passò in altre mani. Dall'ultimo secolo ili poi appartenne ai duchi Laute, i quali la venderono nel 1824 ni Borghese. Fu quindi delle suore del Sacro Cuor di Gesù, che vi ebbero il loro noviziato. Anch'essa è ora di molto ridotta di estensione, in seguito ai lavori per la nuova passeggiata del Gianicolo.
Villa Madama. — Sul declivio orientale di Monte Mario, a circa 2 e 1,8 chilometri da Porta Angelica. Il cardinale Giulio de' Medici, poi Clemente VII, commise il piano e l'esecuzione di questa villa a Raffaello, il (piale ne presentò parecchi progetti, di citi uno fu scelto dal cardinale. Negli ultimi tempi di sua vita fu questa una delle opere a cui attese il grande artista, e può dirsi il suo lavoro più originale in archi tettura. Disgraziatamente Raffaello mori prima di compierla, ed essa fu continuata, con qualche variante, da Giulio Romano. Fu detta in principio villa Medici, ma passò in seguito a diversi proprietari e infine fu comprata da Margherita di Parma, figlia naturale di Carlo V e moglie del duca Ottavio Farnese. Allora prese il nome di villa Mai/ama, appunto da Margherita. Dalla famiglia Farnese passò nel 1731 ai Borboni di Napoli, do cui fu lasciata in abbandono tanto che deperì grandemente da avvicinarsi ali ultima rovina. Negli ultimi tempi però è stata ripresa in cura, tanto da conservare almeno quel che ne resta.
È un vero capolavoro architettonico, ricco di stupendi ornati a stucco e a fresco. « La .semplicità, dice il Muntz (Les Arles à la Conr des l'apes), la grandezza, la pieghevolezza manifestate da Raffaello in quest'opera attestano la somma attitudine del suo gemo anche per l'architettura ». Gli stucchi e i rabeschi della Loggia centrale son di Giovanni da Udine, sotto la guida ili Raffaello e ì dipinti nelle vòlte e i fregi delle finestre nelle stanze, di Giulio Romano. Dal terrazzo del salone, bella veduta della pianura del Tevere, della parte nord della città e delle montagne della Sabina. 11 terreno attiguo alla villa contiene una grande quantità di conchiglie marine del periodo pliocenico. Un sentiero a traverso i boschi conduce da villa Madama alla cima di monte Mario ed alla
Villa Meli.inl Ora di proprietà del Ministero della Guerra, a Y.V[- ni. dal livello mare, al sommo di monte Mario, il cui primo proprietario Mario Mellitii vuoisi desse il nuovo nome al monte. Dante (IJarad., c. xv) chiama ancora il monte Montemalo
Non era vinto ancora Montemalo
Dal vostro Uccellalojo, che com'è vinto Nel montar su, cosi sarà liei calo.
Visi va per un'ottima via carreggiabile ed è ora compresa nella linea dei forti. Un viale fiancheggiato da roveri conduce al più bel punto di vista della villa, la quale è posta in una delle più belle situazioni intorno a Roma, con veduta magnifica della città, della Campagna e dei monti lontani.