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l'arte Terza — Italia Centrale
Gasa del Bernini, ora Silvesthelli. — In via della Mercede. Sotto il portone di un'altra casa dello stesso nome, iti faccia al palazzo Ruspali, sul Corso, vedesi la statua del Bernini, detta della Verità.
Casa degli Zuccari. — All'estremità nord di via Sistina sorge una casa detta in addietro palazzo della regina di Polonia, in commemorazione di Maria Casimira, regina di Polonia, che vi dimorò alcuni anni. È interessante per essere stata edificata da Taddeo e Federigo Zucca ri. pittori, per loro abitazione. Non sono molti anni, vi abitò il Console generale prussiano Bartholdy, ebreo convertito, il (piale vi fece dipingere a fresco la storia di Giuseppe Ebreo, dai rinomati pittori tedeschi Cornelius, Over-beck, Veit, Schadow.
Casa del Poussin. — lii piazza della Trinità, presso la Trinità dei Monti, occupata per quasi 40 anni dal celebre pittore paesista, che vi inori in età avanzata nel 1G6~>. Dirimpetto era la casa di Claudio Lorena, altro valente paesista, e non lungi, quella di Salvator Rosa, i tre principi del paesaggio.
Casa di Corrado Sweykhfjm. — Attiguo al palazzo Massimo delle Colonne, già ria noi descritto, sta il palazzo Pirro; in cui Corrado Sweynheim e Arnoldo I'annartz stabilirono, nel 14G7, la prima stamperia ili Roma. Avevano in prima posto stanza a Subiaco; ma venuti in iscrezio coi monaci si trasferirono a Roma e vi fondarono la seconda stamperia in Italia. Nelle loro opere è specificato il luogo in domo Pelrì de Maximis. Il De Oratore di Cicerone e il De Chilale Dei di Sant'Agostino furono impressi in codesta casa nel 14G8. Essa fu restaurata da Baldassarre Peruzzi nel IMO.
Casa di Michelangelo. — liti1 iscrizione ni via dei Fornai i segna il luogo della casa di Michelangelo. Quella ove si suppone fosse il suo studio, 111 via delle Tre Pile, fu demolita nel 1871 per ampliare la salita del Campidoglio.
La Casa del grande ar«iiitetto D. Fontana. — Era nel \ icolo delle Palline, nel borgo presso Castel Sant'Angelo.
VILLE PRINCIPALI
Roma andò sempre rinomata per le sue ville anche nell'antichità, come attestano, frale altre, la grandiosissima rìllu Adriana, di cui tratffremo liei Dkitonii di iÌQmns e le ville dì Cassio, Cicerone, Domiziano, Mecenate, Pompeo, Quintili») Varo, ecc. Ma anche al presente molte e belle sono le ville di Roma, di cui ecco le principali
Villa Borghese (fuori porta del Popolo) (fig. 160). — Passeggio vespertino favorito dei Romani. Codesta villa, con un circuito di oltre 4 chilometri; era in addietro una residenza estiva fatta costruire dal cardinale Scipione Borghese, nipote di Paolo V, sui disegni ili Giovanni Vasanzio detto il Fimiminijo. Verso la fine del secolo scorso fu ingrandita dal principe Marco Antonio Borghese, per mezzo dell'architetto Antonio Asprucci. Ili seguito, I). Camillo, cognato di Napoleone I, e quindi Marco Antonio II l'abbellirono ed ingrandirono sotto la direzione del valente architetto Canina.
1 Borghese possedevano in addietro una ricchissima collezione di scolture antiche, rinvenute nei loro numerosi possessi, segnatamente a Gabii, e collocate in codesta villa e in un'altra attigua detta Museo Gabiuo. Le più pregevoli di esse furono trasportate a Parigi da Napoleone, con la promessa di un indennizzo di quindici milioni di franchi, di cui molta parte non fu mai pagata. Una grande porzione perciò della presente collezione artistica di villa Borghese fu fatta dai due ultimi principi.
Un gran propileo jonico, imitato dai più belli della Grecia e dell'Asia Minore, forma l'ingresso principale della villa, eretto sui disegni del prelodato Canina. Per quest'ingresso si pone piede in quella porzione della villa aggiunta posteriormente. Davanti all'entrata schiudesi un magnifico viale, che mette direttamente ad una fontana con getto altissimo e innanzi ad essa sorge, sopra masse di scogli, un arco con nel centro una statua antica d'Esculapio.