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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Roma odierna
   21)7
   Fig. 159. — Roma : Casa di Nicolò Crescenzio, poi abitazione di Cola di Rienzo (da fotografia},
   buona parte di altri due del piano inferiore e qualche residuo del muro del piano superiore. Sulla porta leggesi una lunga iscrizione in versi leonini, monumento interessante della lingua barbara e delle idee storiche di qtie' tempi, illustrato dal P. Gabrini.
   Scrittori recenti credono che l'architettura appartenga al secolo XI e raccolgono dalla suddetta iscrizione che Nicolò, figlio di Crescenzio e di Teodora, fortificò la casa e la diede a David suo figliuolo ; che questo Crescenzio era il tiglio del celebre patrizio che aizzò il popolo contro Ottone III e che l'edificio può essere stato abitato da Cola di Rienzo, tre secoli dopo nel 131-7. Altri suppongono — e la tradizione popolare è in loro favore — che la casa fu distrutta nel 1313 da Arlotto degli Stefaneschi e riedificata nella presente sua forma dal Tribuno romano, a cui il Comune rizzò nel 1887 una statua in bronzo, opera del Masini, presso la gradinata d'Aracoeli sul Campidoglio.
   Casa di Raffaello. — In via dei Coronari, presso ponte Sant'Angelo, in cui l'Urbinate dimorò molti anni prima di trasferirsi in quella che gli costruì il Bramante in piazza Rusticucei, ove morì, e che fu atterrata per ampliare la piazza San Pietro. È la casa con cui dotò la cappella nel Pantheon, ove riposano le sue ceneri.
   Nel vicolo del Mei-angolo, presso Sant'Egidio in Trastevere, è un'altra casa che dicesi abitata dal Sanzio; il luogo delle sue relazioni amorose con la bella Fornarina; ora è un'osteria. Oltre codeste case, Raffaello aveva uno studio in piazza Sant'Apollonia, ove dipinse la Trasfigurazione, ed un altro in Borgo Sant'Angelo.
   30 — La Patria, voi. 111.