Koma odierna m
Ponili, attribuita a Giulio Romano. Al primo piano, sala del trono e tre altro sale in cui nulla tro\asi di gran inerito, eccettuato la Maddalena di Guido, la Madonna col Bambino e San Giovtcnni di Fra Bartolouiineo < eseguita in parte dall'Alhertiudli » dice kugler; la Famiglia di Tiziana, Diana ed un Ritratto del Bronzino.
Nella quarta sala, a sinistra entrando, era il famoso suddetto Violinista del Sanzio, singolare pel modo accuratissimo onde son trattati i panni e la pelliccia del collare dell'abito, ma molto ritoccato al dire di 1 precitato valente conoscitore tedesco Kugler. Vicino ad esso stavano sulla medesima parete i i re giocatori del Caravaggio; Hitratlo del duca di Mantova, tiri Mantegna, attribuito da alcuni al Giorgione; Erodiutle di l'alma Vecchio; la lìdia di 'Viziano, ritratto di donna bellissimo; Modestia e vanità, attribuito a Leonardo, ma del Ialini. Fra le finestre un San Sebastiano del Perugino. Dirimpetto al palazzo Sciarra sorge ora il palazzo della Cassa ili Risparmio, bello e ammiralo lavoro di \titanio Cipolla.
Palazzo S.vceurrn.— In via Giulia, edificato da \utonio da Sangallo, per propria diinora, sul principio del secolo XVI e compiuto da Nanni Bigio, L'architettura è molto lodata. Solo due lati furono ultimati, quelli verso est e nord; le mura sono sormontate da un bel cornicione. Mia morte del Sangallo il palazzo divenne proprietà del cardinale Kicci che vi formò una bella collezione di statue e di antichità, e dalla fi miglia Ricci passò a quelle di Caroli, Acquaviva e Sacchetti finché venne in possesso di Benedetto XIV che trasportò teicolture in Campidoglio, ove divennero il fondamento del presente Museo. 11 palazzo era ornato in addietro dello stemma di l'aedo 111 coll'iscri-/ione: Til inilti quodeumque hoc. rerum est, ricordo riconoscente degli obblighi che aveva il Sangallo verso il papa che primo aveva scoperto il suo genio ed accordata la sua protezione.
Palazzo Barberini (via delle Quattro Fontane), —- Uno de' più grandi di Roma con galleria e celebre biblioteca, fu incominciato da Urbano Vili sul disegno del Maderno, continuato dal Borromini e terminato dal Bernini nel 1G1-0. Quest'ultimo costruì la scala, la gran sala e la facciata verso via delle Quattro Fontane. La scala a chiocciola è la migliore in Roma. Lo stupendo bassorilievo antico del leone, sul ripiano dello sc alone, fu rinvenuto presso Tivoli e a Palestriua e nei giardini di Sallustio lo poche statue e i sarcofaghi che ancor rimangono dopo la dispersione della già celebre collezione Barberini.
La galleria, ora grandemente impoverita, come tutte in generale le gallerie dei principi romani, contiene ancora ali-uni dipinti interessanti, distribuiti in tre sale a terreno a destra entrando nel cortile. È rinomato il ritratto della Fomarinm, opera di Raffaello e quello di Beatrice Cenci (?) di Guido, preso la notte precedente al supplizio e dipinto da lui a memoria, dopo ili averla veduta sul patibolo.
La biblioteca Barberini va celebrata pe'suoi manoscritti comprendenti quelli già della biblioteca Strozzi ili Firenze. f§ situata nel piano superiore e contiene circa 70,000 volumi e 10,000 manoscritti, raccolti principalmente dal cardinale Francesco Barberini, nipote di Urbano Vili,
Vanno fra ì più interessanti le lettere e le carte di Galileo, Bembo, cardinale Bellarmino, Benedetto Castelli, della Casa, ecc. Vi si ammirano : una bella copia della Bibbia, in carattere samaritano; un bel manoscritto greco delle Liturgie di S. Basilio, del VII od Vili secolo; parecchi manoscritti di Dante, uno dei quali m-folio su pergamena, con poche miniature del Ii li), copiate da Filippo Laudi di Borgo S. Sepolcro; due messali con belle alluniiiiazioni, una delle quali di Giulio Clovio, eseguita pel cardinale Xiinenes; un volume interessante di disegni e piani dei monumenti antichi di Roma, per Giuliano da Sangallo, in data del 1465, ecc.
Dei libri stampati son ila ricordare : la Bibbia ebraica del 1488, una delle 12 copie note della prima edizione completa per Solicino; la versione latina di Platone per cura