Roma odierna 21)7
Tosi. I/appartanieuto a (erra» fu dipinto dal Pussiiio, da Pietro Molyu detto il Tempesta, dal Poinaraiicio, dall'Allegrini, dal cav. d'Al pino, ecc., e i freschi nella vòlta furono attribuiti al Perugino. La galleria dei quadri, un tempo la più ricca di Roma, fu molto ridotta. Salendo la sala principale, a cui si accede in fondo dell1 ini» meuso cortile, veggonsi la statua di ini re prigioniero ed mia testa di Medusa in stucco, colorita in imitazione del porfido e sostituita all'originale in vero porfido, trasportati» nel granile appartamento ove ammirasi pure una ragguardevole quadreria distribuita in sci sale, 11011 accessibili al pubblico.
L'imponente salone di gala, alto in. 10, lungo 43 e largo solo 1 !, con quattro colonne rivestite di giallo antico, incominciato da Antonio del Grande e compiuto da Girolamo Lontana. è ornato nelle pareti di pilastri corinzii e di trofei dorati. Specchi veneziani con fiori di Mario de' Fiori e putti di C. Maratta, pavimento di marmi preziosi; finestre rivestite di breccie africane. Nel soffitto, Vittoria di Lepanto (7 ottobre 1571) in onore di Marc'Antonio Colonna , ammiraglio della squadra papale. Statue antiche restaurate.
Palazzo Doni a - Pam-phii l — Sul Corso, edifizio immenso, edificato m origine dal cardinale Niccolò Acciapacci, arcivescovo di Figi li-9. — Piuma: Dettagli del Palazzo della Cancelleria. Capua, sotto Eugenio IV
(1435) e compiuto dal cardinale ungherese Dionisio Zech e passò quindi in possesso successivo di Giulio III, del duca di Urbino, degli Aldobrandini e dei Panitili, finché pervenne agli eredi ili questi ultimi, i Dora di Genova che presero il nome di Dom-Pamphili.