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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Kuma odierna
   Anche la scala ò comoda e magnifica e non pochi sono ancora i capi d'arte scultori! e pittorici che .ìnnniransi nel palazzo. Ma esso va celebrato piincipahuente pei freschi d Vumbale Caracci o de'suoi allievi, nella galloria al primo piano, lunga 20 moti 1 e larga (>, decorata nel 18G2 coi busti antichi dei dodici Cesari, che conservatisi nel palazzo di Caprarohi, anch'esso dei Farnesi. Codesti freschi, capolavoro del Caracci, sono di un disegno stupendo e finitissimi dal lato tecnico, ma hanno manco dì vera vita e l'espressione generale è fredda e pesante. Durante l'assedio di Roma nel 184'J il palazzo Farnese fu colpito da parecchie palle delle batterie francesi; il cornicione e il tetto furono alquanto danneggiati, uni ìiiiin danno noli'interno.
   L,\ Farnesina (via della Lungarn) (fig. 147). — In Trastevere, davanti il palazzo Corsini, detta la perla senza pari, per esser quante di più puro ed elegante fu fatto in architettura durante il Rinascimento, e pei famosi freschi di Raffaello, Giulio Romano, Sebastiano del Piombo, Daniele da Volterra, Pentii, Razzi, Poussin, ecc.
   Sul principio del secolo XVI il banchiere senese Agostino Chigi, volendo edificarsi una villetta in città, ne diede incarico a Baldassarre Peruzzi, il quale costruì nel 150!) questo palazzotto che, al dire del compianto Gregorovìus, è « uno dei monumenti più leggiadri di quell'età sì da segnare un'epoca nell'istoria dell'arte ». Il Peruzzi ornò inoltre la parte esterna di dipinti a chiaroscuro ora al tutto scomparsi; nella galleria i terreno dipinse la storia dì Perseo e Medusa e il Sodoma la storia di Alessandro e Ho,rane nell'appartamento superiore. Più tardi, il suddetto Chigi commise a Raffaello, suo amico e protetto, di dipingere la galleria a piano terreno, e il Sanzio vi esegui la Parola di Amore e Psiche e quella di Calateci. A quest'opera attese negli ultimi due anni del viver suo (1518-20) ed è la più importante di questo suo ultimo periodo.
   Dopo la metà del secolo XVI il palazzo fu venduto ai Farnesi, donde il suo nome di Farnesina, ed, estinta questa famiglia, nel 1731, passò al re di Napoli ed appartiene al presente ai ducili di Ripalda principi di Santa Lucia che l'acquistarono nel 18G1.
   La favola di Psiche e la Galateo sono quanto di più eccellente produsse Raffaello per ciò che riguarda la purezza di linee, e perfezione di forme: e quanto di più veramente classico vanta l'età moderna. Il genio di questo sommo qui propriamente vedesi giunto alla maturità- Egli era ormai in pieno possesso dell'ideale antico, a cui, con inarrivabile armonia, seppe accoppiare il sentimento moderno. « Queste sue composizioni pertanto toccano l'apogeo dell'arte (lei Rinascimento > dice il Gregorovius. Della favola dì Psiche, Raffaello non fé' che fornire i cartoni, su cui condussero gli affreschi i suoi migliori allievi. La Gai atea però fu dipinta tutta di sua mano. Tutte queste incomparabili pitture avevano assai sofferto e furono perciò ristorate da Cai lo Maratta, il quale condusse i restauri con religiosa diligenza, e riuscì nel conservarci inalterato il disegno, ma falsò alquanto il colorito, rendendolo duro e carico.
   Palazzo Spada. — Nella piazzetta Capo di Ferro, presso il palazzo Farnese. Fu cominciato dal cardinale Capo di Ferro nel 15G4, su disegno di Giulio Mazzoni, allievo di Daniele da Volterra. 11 palazzo appartenne poi ai Mignanelli dai quali passò, sotto Urbano VII, al cardinale Bernardino Spaila che lo fece restaurare dal Borromini, il quale vi costruì la bella e comoda scala, ma sovracaricò la facciata di ornati, bassorilievi e statue in istucco (fig. 148). Nel cortile fece un portico in prospettiva, con colonne doriche, che apparisce assai più lungo che non sia e che credesi imitato dal Bernini nella Scala Regia del Vaticano. In due stanze, a terreno, sono antichità e statue fra cui quella seduta di Aristotele, che altri vuol di Aristide, ed otto bei bassorilievi clic formavano 11 pavimento di Santa Agnese fuori le mura, ove furono trovati rovesci nel 1020.
   ila il cimelio più noto del palazzo Spada ò la famosa statua di Pompeo, nell'anticamera principale, al primo piano, figura colossale con ili mano un globo, rinvenuta nel 1553 nel vicolo de' Leutari, presso la Cancelleria. Questa statua superba fu considerata per circa 300 anni identica a quella che ornava la Curia di Pompeo, ed ai cui