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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   farle Terza — Italia ('.entrale
   rli commercio, il Consiglio dell'Ordine degli avvocati e di disciplina dei procuratori, con l'aula relativa comune e la Biblioteca dell'Autorità giudiziaria.
   Grandioso è lo stile prescelto e ben si addice al carattere nobile e severo che deve distinguere questo pubblico edificio. Belli sono 1 rapporti delle masse e ben ripartiti ed accentuati 1 tre grandi piani principali. Tutta la parte decorativa esterna e quella dei cortili sarà eseguita in travertino, sino al livello delle soglie delle finestre del pianterreno; tutta la rimanente decorazione sarà in cemento. I soffitti del portico e dei principali ambienti, le parti decorative interne, tanto architettoniche che ornamentali, saranno eseguite m istucco, su di una ossatura ili mattoni Le gradinate esterne saranno in travertino; le scalo interne in pietra arenaria serena, ad eccezione, della scala, principale che sarà costruita con marmi di Carrara.
   Palazzo di Venezia (sulla piazza omonima) (lig. 145). — All'estremità del Corso, edilìzia immenso e colossale, costruito con materiali tolti al Colosseo, per ordine del veneziano papa Paolo II nel 1455, secondo il Vasari, su disegno di Giuliano da Maiano, ma secondo documenti più attendibili de'due fiorentini Bernardo di Lorenzo e Giacomo da Pietrasanta. Vi collaborarono anche Giuliano da San Gallo e Meo del Caprino. Vt dimorarono parecchi pontefici e vi abitò Carlo Vili di Francia nel 1494 quando si recò alla conquista di Napoli Pio 1\ ne foce dono alla repubblica di Venezia per albergarvi i suoi ambasciatori presso la Santa Sede. Passò poi con la Venezia in possesso dell'Austria ed è ora la residenza dell ambasciata austro-ungarica. La facciata imponente e coronata di merli in cima gli danno l'aspetto di una fortezza niedioevalo. Essa prospetta in via del Plebiscito. La porta marmorea, di stupendo lavoro ornamentale, è sulla piazza Venezia, donile si entra anche nella chiesa di San Marco, congiunta al palazzi dal lato meridionale, e fu ad esso incorporata sotto Paolo 11 qnal chiesa nazionale dei Veneziani da cui le reliquie di San Marco furono trasferite a Venezia. Il Pidazzdto, unito al grande, che dà sulla Ripresa de' Burberi e risponde sulla suddetta piazza di San Marco, fu costruito posteriormente da Giovannino di Pietro {de Didcibus) e non forma propriamente che una gran sala a due piani, con sotto otto pilastri ottagoni e sopra colonne corinzie, intorno al giardino.
   Palazzo Farnese (piazza omonima) (fìg. 146), — Il più bello e maestoso ili Poma e, fors'anco del inondo, per la sua architettura Fn già, proprietà dello spodestato ultimo re di Napoli che lo vendè, nel 1S74, al Governo francese il quale vi stabili il suo ambasciatore. Fu principiato da Paolo III Farnese, mentre era ancora cardinale, sui disegni di Antonio di Sangalli) e. terminato dal suo nipote, il cardinale Alessandro Farnese sotto la direzione di Michelangelo (1526). La facciata verso il Tevere, con la sua loggia, fu aggiunta da Giacomo Della Porta. I massi di travertino, ond'è composto, furono tolti saci ileganiente al Colosseo e al teatro di Marcello.
   Il palazzo si presenta nel suo aspetto migliore dalla piazza con fontane a vasche granitiche, tolte dalle terme di Caracalla. Entrando, la grossezza dei massi di travertino e la precisione con cui sono collegati attrae l'attenzione. Nulla può superare la solidità della costruzione: il basamento del cortile posto dal Vignola sul disegno originale del Sangalli) e, il primo piano dello stesso Vignola, sono degni ilei migliori tempi dell'architettura. Tutte le parti superiori dell'edilizio, coll'imponente e maraviglioso cornicione sono di Michelangelo.
   11 cortile era circondato anticamente da un porticato a due ordini: dorico al basso e ionico in alto, quest'ultimo chiuso, di recente, con mattoni e finestre, e sopri il quale ergesi l'attico, con pilastn corinzii disegnati dal Buonarroti. Codesto cortile andava ornato in addietro di statue, fra le altre, del famoso Ercole Earnese, della Flora, ecc., che furono trasportate a Napoli quando il palazzo passò dai Farnesi ai Borboni ili Napoli. 11 non meno famoso 'l'oro l'arnese che stava nel secondo cortile, passò anch'esso a Napoli.