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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Ilonrn odierna
   279
   elio versa ambrosia in un fiordaliso Farnese e posa la mano sinistra sopra un'aquila, hi queste medaglie sono comuieiuorati la più parte degli eventi storici del periodo. Per tal modo fon ricordate la guerra di l'io V contro i Turchi, la strage degli Ugonotti e l'introduzione del nuovo calendario, avvenuta sotto il pontificato di Gregorio XIII, le grandi opere pubbliche eseguite sotto Sisto V e suoi successori ; la morte di Vittorio Emanuele 11
   Fra le ultime medaglie degne di nota, vogliousi citare: quella coniata in memoria dell'assunzione al trono eli Umberto I e la grande presentata da Leone XIII ai tre architetti ch'ei consultò pel prolungamento dell'abside di San Giovanni 111 Laterauo.
   IL QUIRINALE O LA REGGIA
   Il palazzo e i giardini del Quirinale credesi occupino il luogo del tempio di Marte sul Capitoliti»! Vclus. Parecchie iscrizioni appartenenti a quest'ultimo furono scoperte nel 1 tàO nel tracciare i giardini, sotto Urbano VIII. Le mura Serviane che circuivano il colle seguivano la linea della via del Giardino e dello Scalone. Il luogo della porta Sanqnalis è segnato dalla tomba dei Sempronii di rincontro alla porta della Panetteria; e quello della porta Saluta vis credesi corrisponda all'angolo nord-est del palazzo Barberini.
   Il palazzo già pontificio del Quirinale (fig. 143) è divenuto, dal 1870, la Reggia o la residenza dei Re d'Italia. Fu cominciato nel 1574 da Gregorio XIII, continuato da Sisto V e da Clemente VIII sili disegni di Domenico Fontana, ampliato da Paolo V, da Innocenzo X e da Clemente XII sui disegni del Perniili. 11 giardino era la residenza favorita di Pio VII e fu abitato dai suoi successori durante una parte dell'estate, tino al novembre del 1848 allorché Pio IX fuggì a Gaeta e non vi pose più piede. Fu per molti anni sede del Conclave per l'elezione dei Papi, e il nuovo Papa era annunziato al popolo dal terrazzino sopra l'ingresso principale.
   Gregorio XVI e Pio IX abbellirono codesto palazzo e vi aggiunsero parecchi nuovi appartamenti decorati con belle arazzerie e donativi di varii sovrani. Dopo che Roma divenne capitale d'Italia, il palazzo fu intieramente riformato e modificato secondo le esigenze di una moderna residenza regale.
   Salendo il grande scalone vedesi sul primo ripiano parte di un fresco notabile della Ascensione, dipinto nel 1472 da Melozzo da Forlì, nella tribuna della chiesa dei Santi Apostoli, da cui fu rimosso nel 1711. Le altre parti di questo fresco, che il Kiigler definisce < uno degli scorci più grandi ed arditi trasmessici dall'arte > ammirandi nella sagrestia di S. Pietro.
   Si entra quindi nella Sala Regia lunga 46 in. edificata da Pio V. Il soffitto è riccamente decorato, ma pesante. Gli stemmi delle cento città d'Italia sono dipinti lungo il fregio sotto i freschi di Lanfranco e Carlo Veneziano.
   Sulle pareti a destra e a sinistra della porta d'ingresso sono due grandi dipinti moderni dell'Amenti. Nella parete est è un gran dipinto di Delfino (1672) rappresentante in abiti caratteristici e a cavallo le due mogli di Carlo Einmanuele, Francesca di Yalois e Maria Giovanna Battista duchessa di Savoia, reggente durante la minorennità di Vittorio Amedeo IL
   Nel centro della Sala Regia ergesi un monumento marmoreo (li Ambrogio Celi sormontato da un'aquila che difende la corona e lo scudo di Savoia da un serpente con sotto quei versi del Paradiso (c. vi) di Dante :
   ..... teina degli artigli Ch'a più alto leon trasser lo vello.
   All'estremità ovest della Sala Regia sta la cappella Paolina, disegnata da Carlo Materno e contenente un bassorilievo del Laiidini, rappresentante il Salvatore che lava