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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   S04
   l'arte Terza — Italia Centrale
   Pigna, nel quadrangolo formato dal Museo Clnaramonti, dal Braccio Nuovo, dal Musco Etrusco e dalla lunga galleria della Biblioteca. 1 u incominciata da Nicolò V ed ampliata da Giulio li, sui disegni del Bramante, che costruì le quattro facciate. In mezzo alla principale s'apre una gran nicchia semi-circolare Innanzi alla quale sorge la colossale pina di bronzo dorato, alta metri 2 fra i due pavoni di ugual metallo clic credosi stesse in cima al mausoleo di Adriano, mentre altri suppose che provenga dal Pantheon. Dante la vide nel vestibolo di San Pietro e nel xxxi canto i\b\Y Inferno paragona ad essa la faccia di uu gigante là dove dice :
   La faccia sua mi parea lunga e grossa, Come la pina di San Pietro a limila.
   Nel centro del giardino è il piedestallo della colonna di Antonino Pio, innalzata in memoria di lui nel suo Foro dai ligli adottivi Marco Aurelio e Lucio Vero, rinvenuto, nel 1709, a Montecitorio e qui trasferito dopo la rottura, per un incendio nel 175G, ili più pezzi della colonna che vi sorgeva. Questo piedestallo di un sol blocco, alto in. 3.54, largo 3, è ornato ili altorilievi rappresentanti l'apoteosi di Antonino è Faustina sua moglie, giochi funebri, figure allegoriche di Roma, ecc. Codesti rilievi furono restaurati sotto Gregorio XVI da Giuseppe De Fabris.
   In mezzo al giardino ergesi il Monumento del Concilio Vaticano clic doveva sorgere sul Gianicolo, ma che Leone XIII fece rizzare in codesto luogo.
   Dal quadrangolo del Giardino della Pigna si scende, per una scala, al terrazzo della Navicella, così detto da un'ampia fontana con in mezzo una navicella di bronzo, da tutti i lati della quale spiccia l'acqua spruzzando all'impensata gli spettatori. Da questo terrazzo godesi di una superba veduta della parte occidentale della città.
   Propriamente parlando, t giardini del Vaticani stentlonsi oltre la lunga linea di edifizii della biblioteca e del palazzo lungo il declivio del colle ed occupano lo spazio fra il muro di Leone IV e la moderna cinta fortificata di Urbano VIII. Sono estesissimi, con casini, lunghi viali fiancheggiati da spalliere di bosso, boschetti, fiori, ecc.
   Notevole il Casino del Papa, o la villa Pia, costruita nel loliO sotto Pio IV su disegno di Pirro Ligorio, una delle ville più eleganti di Roma. È ornata di dipinti del Baroccio, di Federigo Zuccheri, di Santi di Tito, ed ha una bella fontana che versa le sue acque m una vasca di pavonazzetto ornato di gruppi antii hi di fanciulli a cavallo a un delfino. Fra le antichità, è una serie interessante di bassorilievi in terracotta, messi insieme dal D'Angicourt e dal Canova. Nella parte superiore del giardino sorge porzione delle mura inedioevali di Leone IV, con due belle torri rotonde, oltre le quali Pio IV e Urbano VIII estesero i presenti bastioni. Dal punto più occidentale ed elevato di essi, che guarda la strada postale di Civitavecchia, i Francesi furono inaspettatamente e sanguinosamente respinti nell'aprile del 1849 nel loro attacco ili Roma. II vivente Leone XIII fece erigere di recente alcune nuove costruzioni nei giardini del Vaticano ove recasi di frequente a diporto.
   Armeria Pontificia. — Sta dietro la sacrestia di San Pietro e contiene, oltre a molti cannoni, arnesi di guerra interessanti, principalmente dei secoli XV e XVI, L'oggetto più cospicuo è l'armatura in ferro del Conestabile di Borbone, da lui indossata quando fu ucciso presso la porta ili Santo Spirito, nel 1527, nel celebre Sacco di Roma che la devastò pili di tutti gli assalti dei Barbari, non risparmiando uè i monumenti antichi nè le opere dei grandi maestri del Rinascimento.
   La Zécca! — Già pontificia, ora sotto la direzione del Governo italiano, sta anch'essa dietro San Pietro e vi si conservano tutti 1 punzoni delle medaglie papali coniate dal 1117 sotto Martino V sino al di d'oggi, in numero di 470. L'intiera collezione in bronzo costa 9S3 lue e si può ottenere separatamente ogni medaglia. Parecchie sono di Benvenuto Cellini e la più bella è quella di Paolo III. 11 rovescio rappresenta Ganimede