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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   I Sonia odierna
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   (Iella bellezza e della grazia, nuda e uscita appena dal bagno, scoperta nella masseria di Salumi sulla via l'renestimi; ini l'anno ili rosso antico, ita Adone ed una Itafcaute scoperta non lungi da Napoli. Il Goethe voleva acquistarla ma ne fu dissuaso dal KanlVmaiin.
   '.). Cortile del Belvedere. — Disegnato dal Umiliante, modificato dal Siinonetti, è ottagono, con lati disuguali, circondato da imi portico, sonetto da 10 colonne ili granito e diviso in quattro sezioni da altrettanti gabinetti. 11 primo di questi, a destra, contiene tre scolture d'Antonio Canova o gli altri tre i monumenti più insigni dell'antica scollimi che ci sieno pervenuti. Infatti, nel secondo gabinetto ammirasi il Mercurio, creduto e detto erronea niente V Antimo del Ile/vedere. E questa una delle pili belle statue antiche; per disegno ed espressione la testa non è superata da alenila statua esistente e le supera tutte per la morbidezza onde il marino esprime le carni. Fu trovato presso S. Martino ai Monti, nelle rovine di un edilìzio eretto da Adriano, c sotto Paolo III fu perciò chiamato YAdrianello. E una copia antica dell' Ermes (Mercurio) di Prassitele, in Olimpia, con certe variazioni nell'atteggiamento.
   Il terzo gabinetto contiene il famosissimo Gruppo del Laocoonte (tig. 138), trovato nella vigna De Fredis, Siili' EsquilillO , nel 1506, Fig. 138. — Roma: Gruppo del Laocoonte nel Museo Vaticano, sotto Giulio II, il quale
   ricompensò lo scopritore Felice De Fredis accordandogli metà della gabella di Porta San Giovanni. Al dire di Plinio fu scolpito in un sol masso di marmo da Agesandro, Polidoro ed Atenodoro, nativi di Rodi e scultori di primissimo ordine (lib. xxxvi, c. 4). Michelangelo, che era a Roma quando fu scoperto, lo definì la meraviglia dell'arte.
   Nel quarto ed ultimo gabinetto ammirasi l'Apollo di Belvedere (fig. 139), la statua più rinomata del inondo, trovata, come dicesi, sullo scorcio del secolo XV, a Porto d'Anzio, e comperata da Giulio II, quando era ancor cardinale Della Rovere, che diede principio con essa al Museo Vaticano. Credesi che l'Apollo possa essere stato scolpito da qualche insigne artista greco dell'ultimo tempo della repubblica romana e che ornasse i bagni di qualche villa imperiale in Anzio.
   10. Sala di Me!eagro. — Così detta dalla statua di Meleagro con la testa d'orso ec]