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Parto Terza — Italia Centralo
Marnilo. La pittura è attribuita a Raffaellino dal Colle e di Giulio Romano sono le otto figure dei papi principali, a ciascun lato dei quattro granili freschi suddescritti.
T musaici che formano il pavimento della Sala di Costantino furono scoperti presso la chiesa della Scala Santa, al Laterano, nel 1853, e furono qui collocati per ordine di Pio IX, ina in forma diversa da quel che avevano nell'antico edificio.
Dalla Sala di Costantino una porta bassa inette ne\V Anticamera delle Stanze o Sala de' Chiaroscuri, dipinta in origine da Raffaello: gli apostoli son di Giovanni da Udine, ma furono rovinati dai restauri di C. Maratta ; gli altri freschi son degli Zuccheri e della loro scuola. Rall'antieamera si passa, da una parte, alle Loggie di Raffaello e, dall'altra, alla.
C-appei.la di San Lorenzo. - Piccola ma importante nell'istoria dell'arte, pei freschi del Beato Angelico da Fiesole, i quali rappresentano varii eventi delle vite dei Ss. Stefano e Lorenzo, in due serie, nelle lunette. Se Michelangelo rappresenta la forza, Raffaello la bellezza, il Beato Angelico rappresenta qui l'ideale religioso. < Questi freschi notabili, osserva il Kii.uler. manifestano una potenza drammatica ed una perizia nella composizione e nel disegno non mai per lo innanzi manifestate dal frate ed attestano ch'egli, a (51 anni, era nel vigore- dell'arte sua >. Narrasi che questi bei freschi della cappella privata di Nicolo A erano stati, nel secolo scorso, talmente dimenticati, che, quando il Bottari ne andò in cerca, sugli indizi del Vasari, fa necessario entrar nella cappella da una finestra e narra il Goethe che il primo che la scopri f'u l'architetto tedesco llirt; ma, sin dal I7(>(>, se ne leggeva una compiuta descrizione nelle opere di Chottard,
Loggie di Raffaello (figg. 130-133). — Paolo II fece decorare da Giuliano da Maiano, con portici a jnu ordini, quella parte della facciata del Vaticano che prospetta la città; Giulio II fece demolire questi portici come troppo meschini e commi® al Bramante inni nuova facciata; morto questo pontefice e indi a breve il Bramante, l'opera loro fu ripigliala da Leone X il quale invitò Raffaello a costruir l'edifizio con la massima magnificenza e a decorarlo con stucchi e dipinti.
L'Urbinate innalzò i tre ordini di Loggie clic portano perciò il suo nome. I primi due dividonsi in arcate, con pilastri dorici nel primo e ionici nel secondo, e a colonne composite, il terzo, sorreggenti un architrave. Gregorio XIII e i suoi successori fecero in seguito erigere le altre due ale seguendo l'architettura elegante di Raffaello.
Esternamente, le Loggie sono tutte in travertino; ciascuno dei due primi ordini è diviso in 32 arcate, 13 delle quali formano l'ala che prospetta la città. S appartengono, all'ala ili faccia e 11 a quella dimezzo. Quantunque non abbia le arcate come i due precedenti, il terz'ordine conserva anch'esso la sopraddetta divisione.
Le grandi vetrate che chiudono le Loggie, ì cui dipinti immortali ebbero assai a soffrire per incuria e vandalismo, furai fatte costruire quasi per intiero da l'io IX, il quale fece anche edificare il portico del quarto lato del cortile di S. Damaso, ossia quello a pianterreno ove sbocca la scala.
1. PrinCordine delle Loi/r/ie di L'offaello, Narra il Vasari che Raffaello elesse Giovanni da Udine a direttore delle stuccature, grotteschi, frutti, animali e altre piccole coso. In pari tempo chiamò da Roma e ila altre parti parecchi giovani artisti, fra i quali non tardò a primeggiare Pierino del Vaga, il quale, insieme a Francesco Penili, Pellegrini da Modena, lì. Bagnacavallo, Polidoro da Caravaggio, esegui i freschi, i (piali consistono, nelle vòlte delle arcate, in cassettoni di varie foggie, in stupendo prospettive architettoniche, in magnifiche vomire con fiori, uve, uccelli di ogni fatta: le pareti, poi, le lunette e i pilastri furono abbelliti di leggiadrissinii ornati.
Di tutti questi dipinti non sopravanzano che quelli delle lunette, assai guasti dagli anni ; il perchè Pio IX ne ordinava il restauro ad Alessandro Mantovani, il quale rinnovò assai bene i freschi nelle vòlte dello arcate e fregiò ili nuovi ornati tutte le altre parti