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Parlo Terza — Italia Cenirale
sulla sua armatura. Codesto fresco fu ridipinto in parecchie parti e i colori son divenuti per conseguenza opachi e pesanti.
3. Starna dell'Incendio di Borgo. — Dipinta dal 1514 al 1519 e in cui di mano di Raffaello non vi ha che VIncendio e il rimanente è opera de'suoi allievi. Rappresenta l'incendio del sobborgo detto il Borgo, o la Città Leonina, abitato dai pellegrini Anglo-Sassoni, nell'847 sotto Leone IV, il quale scorgesi in fondo in atto di benedire dalla loggia della antica basilica, per scongiurare l'incendio che già si appressava al Vaticano. Nello sfondo vedesi porzione della facciata dì detta basilica. Sui gradini, al basso, il popolo stende, implorando, le braccia verso il Rapa, mentre un gruppo tenta spegner le fiamme e altri si pongono in salvo coi loro cari. La composizione di codesto soggetto, è di un ordine elevatissimo ed attesta un progresso immenso nella sua terza maniera; ne per ricchezza dei motivi ni per verità d'espressione fu mai fatta un'opera superiore; fuvvi persino chi disse aver Raffaello voluto sfidar Michelangelo.
Sopra la finestra è la Giustificazione di Leone 111 davanti Carlomaguo, eseguita m gran parte dagli allievi di Raffaello. Il Papa si sta scolpando dalle calunnie dei suoi nemici, davanti l'imperatore, i cardinali e i dignitari della Chiesa.
Nella terza parete : Vittoria di Leone JVsui Saraceni nel porto d'Ostia, dipinta, non da Raffaello, ma da Giovanni da Udine, salvo forse i ritratti del Papa e de' suoi assistenti, Giulio De' Medici e cardinal Bibienn.
Nella parete in faccia: Incoronazione di Carlo Magno per Leone 111 ; bella composizione dipinte parte da Raffaello e parte dicesi da Pierino del Vaga. Come nell'/»-cendio, il papa e l'imperatore sono ritratti dì Leone X e di Francesco I dì Francia, in allusione alla loro alleanza nel 1515. Nel basamento, Polidoro da Caravaggio dipinse a chiaroscuro i ritratti dei principi benefattori della Chiesa: Aistolfo re d Inghilterra, il pruno che offrì Yobolo di San Pietro, Goffredo di Buglione, Ferdinando il Cattolico, Lotario e Carlo Magno. 1 dipinti della vòlta sono di Pietro Perugino, risparmiati da Raffaello, come abbiam detto, per riverenza al maestro. Le porte e le imposte delle finestre di tutte le stanze sono notevoli pei loro intagli, eseguiti da Giovanni Barile, copiati poi dal Poussin pel Louvre e disegnati in parte da Raffaello.
4. Sala di Costantino. — Contiene quattro grandi freschi desunti dalla vita di Costantino, dipinti dopo la morte di Raffaello, il «piale vuoisi ne lasciasse i cartoni, dai suoi allievi Giulio Romano, Francesco Penni detto il Fattore e Raffaellino dal Colle.
Sono distribuiti cronologicamente come segue: Apparizione della Crocea Costantino, mentre sta aringando le sue schiere prima della battaglia. Fu dipinto da Giulio Romano. Il brutto nano in un angolo è Gradasso da Norcia, sbertato dal Borni nelle sue poesie. Veggonsi nello sfondo parecchi antichi monumenti romani: Mole Adriana, Piramide di Caio Cestio, ecc. — Battaglia di Costantino contro Massenzio, a pende Milvio (ponte Molle), disegno di Raffaello, eseguito da Giulio Romano. Rappresenta il momento della vittoria, col giovine imperatore sul suo superbo cavallo bianco, mentre Massenzio precipita nel Tevere. Parte delle truppe del Massenzio fugge sul ponte in disordine, mentre l'altra parte, a mancina, tenta ancora di opporre una resistenza disperata. Niiin'altra composizione del Sanzio contiene tanta varietà di figure, un'azione così vigorosa, tanta animazione e tanta energia in ogni sua parte. Il colorito, in complesso, è rozzo e fosco nelle mezze tinte, ma vigorosissimo nelle partì. — Il Battesimo di Costantino e di suo figlio per papa. Silvestro (coi lineamenti di Clemente VII) in San Giovanni Laterano, dipinto da Francesco Penili, il Fattore (1524), col proprio ritratto e quelle ili Baldassarre Castiglione, autore del Cortigiano, vestito di nero e appoggiato a ima colonna. — Donazione di Ilamu per mano di Costantino al Papa. Papa Silvestro in ginocchio, nella vecchia basilica, riceve una statuetta in oro, rappresentante Roma, dalle mani di Costantino, circondato dalla sua corte e dall'alto clero; Secondo il Vasari, trovansi fra gli spettatori il suddetto Castiglione, Giulio Romano, il l'ontano e il