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l'arte Terza — Italia Centrale
stretto colloquio con Orazio. Vicini, Callimaco col dito sulle labbra ed una figura imberbe che credesi Sannazzaro. Sopra di essi, il Boccaccio. Presso codesto fresco si legge la data 1511,
L'ultimo fresco, e il meno importante, è la Giurisprudenza, rappresentata in tre compartimenti ; nel primo, sopra la finestra, son tre ligure allegoriche della Prudenza, Fortezza e Temperanza. La prima ha due faocie, una di sembianze giovanili, l'altra di aspetto invecchiato, significanti la sua conoscenza del passato e dell'avvenire. I)a un lato della finestra, sotto la figura della Fortezza, Giustiniano presenta le Pandette a Triboniano, in allusione alla legge civile; dall'altro, sotto la Temperanza, Gregorio IX consegna le Decretali ad un avvocato del Concistoro, in allusione al Diritto canonico. L'aspetto di codesto subbietto, iu cui la legge è resa dipendente dalla morale, pare sia stato suggerito dall'idea ili Aristotele. 11 Papa è il ritratto di Giulio II; presso di lui stanno i cardinali: I)e'Medici, che divenne poi Leone X ; Farnese, poi Paolo III e Del Monte, poi Giulio HI.
2. Stanza dell'Eliodoro. — Dipìnta da Raffaello stesso (1512-1514) per illustrare i trionfi della Chiesa sin suoi nemici e ì miracoli che confermarono le sue dottrine. « I dipinti in codesta Stanza, dice uno storico dell'arte, sono considerati quale apice della pittura a fresco ». La volta, assai danneggiata dall umidità, è divisa in quattro compartimenti, con soggetti dell \ntico Testamento.
I soggetti delle pareti sono : La Cacciata dal 'l'empio di Eliodoro, prefetto di Selcuco Filopatore, re di Siria, il quale lo aveva inviato a saccheggiare il tempio di Gerusalemme, come leggasi nel 2 capitolo del libro de' Maccabei. Sul davanti vedesi Eliodoro prostrato sotto le zampe di un cavallo, inforcato da un angelo in armatura dorata ed accompagnato da altri due volanti e con isferze. Nello sfondo il sommo sacerdote Gina sta orando all'altare. In un gruppo di spettatori atterriti vedesi Giulio II, in sedia gestatoria ed accompagnato da'suoi segretani; uno dei portatori della sedia, in fronte, è il celebre Marcantonio Raimondi, incisore dei disegni di Raffaello. Sommo è l'effetto drammatico in codesto fresco e il colorito pan a quello del Giorgione. — Miracolo di Bolscna, che illustra l'infallibilità delle dottrine della Chiesa, avvenuto sotto Urbano IV nel 1264, in cui un sacerdote, dubitante della presenza reale di Cristo nell'ostia consecrata, vide da questa stillar vivo sangue sul corporale. Da un lato dell'altare sta Giulio II in orazione, assistito da due cardinali, uno dei quali è Raffaele Riario, con sotto quattro portatori della sedia gestatoria. La compunzione del sacerdote convinto, la divota curiosità dei molti astanti, la meraviglia eccitata dal prodigio, tutto fu espresso dall'Urbinate con un colorito ammirabile. « 11 colorito di questo fresco, dice infatti il Kiigler, ha posto Raffaello alla pari dei maestri della scuola veneziana ».
Nel terzo fresco: San Leone 1 il Grande, che vieta ad Aitila l'ingresso in Roma, è allusivo alla vittoria di Leone X sopra Luigi XII quando, nel 1513, cacciò a Novara i Francesi fuori d'Italia. A destra, vedesi Attila in mezzo a' suoi cavalieri, atterrito all'apparizione dei Ss. Pietro e Paolo, mentre i suoi seguaci già cominciano, spaventati, a fuggire. Dall'altro lato è il papa (ritratto di Leone X) accompagnato ila due cardinali e dalla sua corte ; il loro aspetto pacato contrasta fortemente col terrore degli Unni. Il precitato Kiigler: ( Grandi sono le bellezze nell'esecuzione di questo fresco, ma esso non è scevro di manierismo e di fiacchezza ». - Liberazione di S. Pietro dal carcere. Allusione alla liberazione di Leone X, mentre era ancor cardinale e legato papale alla corte di Spagna, dopo la sua cattura alla battaglia ili Iìavenna. Questo dipinto è sopratutto notabile per avervi Raffaello espresso a meraviglia ben quattro diversi effetti di luce, vale a direi lineila che emana dall'angelo dentro la prigione; quella del medesimo angelo fuor della prigione ; quella che piove dalla luna e quella di una face accesa, in mano ad un soldato, il di cui splendore riverbera stupendarneuto