250
Parte Terza — Italia (filtrale
Fig. 127. — Roma : Interno della Cappèlla Sìefifta nel Vaticano.
dipinto dagli allievi di Raffaello dopo la sua morte immatura. Percorriamo queste notissime Stanze, toccando di volo i soggetti principali.
1. Stanza della Segnatura. — Così detta perchè i papi titillavano (segnavano) in essa lo carte che loro venivano presentate. Codesta stanza, la prima, come abbiani detto, dipinta da Raffaello, si può ben dire racchiuda in compendio tutto il suo genio, e i quattro dipinti grandiosi che ornano le pareti rappresentano i varii stadii di quel gonio divino.
Il primo, la Teologia, la Disputa del Sacramento, sotto le figure allegoriche tl&Ua volta, fu suggerito al Sanzio dai Trionfi del Tetrarca. Nel centro è un altare colla Eucaristia coperta da una colomba, qual simbolo di Cristo in terra, e ai due lati stanno i Ss. Padri della Chiesa latina: S. Gregorio, S. Gerolamo, S. Ambrogio e S. Agostino. Presso ad essi, i teologi più eminenti e a ciascun lato una folla di laici che porgono ascolto ai dettami della Chiesa. Nella parte supcriore vedesi rappresentata la Trinità con la Vergine e San Giovanni Battista in gloria, circondata da un gruppo di dieci figure maestose, rappresentanti i Patriarchi e gli Evangelisti.
Dirimpetto è la Filosofia, o la cosidctta famosissima Scuola d'Atene, con un portico o tempio d'architettura imponente e uno stuolo dei filosofi più celebri dell'antichità. Sopra una scala, nel centro, stanno Platone ed Aristotele, con un volume, in atto di disputare e circondati dai più celebri filosofi greci. Platone, qual rappresentante della scuola idealista, accenna il cielo, ed Aristotele, qual corifeo della scuola positivista o lisica, la terra. A sinistra, si vede Socrate che spiega la sua dottrina ad Alcibiade e altri discepoli, con al basso i filosofi di minor grido; Pitagora sta scrivendo sul ginocchio,