Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincia di Roma', Gustavo Strafforello

   

Pagina (315/750)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (315/750)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Koma odierna m
   li Giudizio Unirrrsalc putì altri danni l niiudità di tre secoli, il filino delle candele e dell incenso e la trascura n/.a evidente ne Inaino menomato l'effetto ed oscillato la vivezza e lo splendore del colorito primitivo.
   Cappella Paolina. -- Vicino alla Sistina sta la cappella l'aolina, cosi detta dal suo fondatore Paolo III, clic la fece costruire da Antonio da Saugallo c stuccare da Pierino del Vaga, Non serve che per VEsposizione delle éO ore, la prima domenica dell'Avvento e por lo grandi cerimonie della Settimana Santa. Contiene due grandi freschi di Michelangeli), la Croce/issioncdi San l'idra, a destra e la Conversione di San Paolo, a sinistra, ultimi dipinti del maestro sovrano, incominciati nel l&M e terminati a 75 anni. Furono così sciupati dal fumo e dai restauri che il Grillini, nella sua V'ita di Michelangelo, non dubita di all'ormare che < forse non vi si riconosce più alcun colpo di pennello del maestro j. (!li altri freschi, compresi i 28 ritratti dei papi, sono ili Lorenzo Sabatini e di Federico Zuccheri, che dipinsero la fólta
   Sala Ducale. — Il salone, che dalla Sala Regia conduce alle Loggie del Bramante, chiamasi Sala Ducale perchè i papi vi davano anticamente udienza ai principi e fu ridotta nell'odierna sua forma dal Bernini, sotto Alessandro VII. I rabeschi e 1 dipinti sono dei tempi di Paolo IV e Pio IV (1555-1559) e di Gregorio XIII. Serve ora pei pubblici concistori.
   Galleria Sacra o dei Quadri Moderni. — Salendo la medesima scala che dalla scala Regia conduce alla Sistina trovansi due camere contenenti quadri rappresentanti fatti della viti di parecchi santi e beati, santilicati o beatificati da Pio IX, da luì ricevuti in dono e ridonati al Vaticano. Sono notevoli fra questi i quadri del Canisio e dei Martiri Giapponesi, di Cesare Fracassila, giovine pittore romano, morto a 29 anni, e ^Ingresso di Sobicski a Vienna, del Mateiko.
   Sala dell'Immacolata Concezione. — I grandi dipinti a fresco dell'illustre Po desti, rappresentano la Definizione del Dogma dell' Immacolata Concezione, che dà il nome ili» sala. Sono interessanti i ritratti dei prelati che vi presero parte. 11 pavimento è un grande musaico trovato in Ostia. Uu uscio all'estremità di questa stanza conduce alle famose
   Stanze di Raffaello. — Son quattro camere al secondo piano delle Logge. Prima della venuta di Raffaello a Roma, Giulio II le aveva fatte dipingere da Luca Signorelli, Piero Della Francesca, Pietro Perugino, il Braniantino, il Sodoma, Bernardo Della Gatta ed altri illustri pittori, i quali stavano ancor lavorando quando Raffaello fu invitato ad aiutarli. Egli contava allora 25 anni, il che fissa la data al 1C08. Il primo dipinto da lui condotto fu la Disputa sul Ss. Sacramento, nella camera così detta della Segnatura, e il papa ne rimase così soddisfatto che fece cancellare i dipinti dei suddetti pittori e gli commise di ridipingere le stanze. Per rispetto verso il suo maestro, Pietro l'erugino, Raffaello fece risparmiare una vòlta dipinta da lui e pochi altri dipinti minori del Sodoma, e si accinse immediatamente all'opera la quale durò per tutto il rimanente della sua vita, troppo breve per compierla, sì che fu compiuta da' suoi allievi.
   L'idea dominante che rintracciasi in questi famosi freschi, è lo stabiliménto e il trionfo della Chiesa dal tempo di Costantino e la serie connessa di essi ha un carattere epico, che ne accresce considerevolmente il valore e l'interesse e ne spiega in gran parte i soggetti. Ad eccezione delle due figure della Mansuetudine e della Giustizia, nella sala di Costantino, tutti ì dipinti sono a fresco. Pochi anni dopo il loro compimento furono seriamente danneggiati, nel Sacco di Roma, dai soldati del couestabile di Borbone, che accesero il fuoco in mezzo alle stanze. Nel secolo XVII furono ripuliti con diligenza da Carlo Maratta, ina le composizioni minori sotto i soggetti principali eran cosi cancellate che stimò necessario ridipingerne molte.
   Come abbiam detto, la Camera della Segnatura fu la prima dipinta, seguirono le stanze dell'Élimhro e dell1 Incendio di Borgo; l'ultima, i\Salone di Costantino, fu tutto