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l'arte Terza — Italia Centrale
Cappella Sistina (figg. 127-128). — Cappella domestica del Papa, costruita nel 1473 sotto Sisto IV, con architettura di Baccio Pintelli, fiorentino. E rettangolare, lunga 48 metri, larga lfi ed alta 18; ai lati longitudinali sono otto pilastri ornati d'arabeschi. Ila ima galleria e balaustrata in ferro iu alto su tre lati e linestre tonde fra la galleria e il princìpio della vòlta.
Le pareti sotto le finestre sono divise in due porzioni la inferiore, dipìnta ad imitazione degli arazzi, destinata ad esser coperta dagli arazzi eseguiti sui cartoni di Raffaello; la superiore, ornata da una serie di stupendi freschi dei pittori più valenti del secolo XV. « Fu destinata, dice il Lanzi, a rappresentare alcuni passi della vita di Mose da un lato e della vita di Cristo dall'altro, in modo che l'Antica Legge potesse venir paragonata con la Nuova ». La vòlta è a botte, con ampia superfìcie, lunette e archi acuti. A destra del presbiterio, separato pel papa e i cardinali, ergesi la tribuna pei cantori e il pavimento è formato da uu bellissimo musaico, sullo stile dei marmorari romani dei secoli XIII e XI\ . Dei freschi del Perugino e dei più celebri pittori toscani Luca Signorelli, Sandro Bntticelli, Cosimo Rosselli, Francesco Salviati, Domenico Ghirlandaio — esistono ancora dodici dipinti, tutti eseguiti puma del 1484, nei due lati longitudinali, straricchi ì più di figure e di accessori). Sopra i freschi, nelle nicchie dipinte fra le linestre, ventotto papi del Botticella
Ma la gemma della cappella Sistina è la famosissima valla di Michelangelo, una delle principali meraviglie artistiche del mondo, il capolavoro dei capolavori del sommo artista e il primo fondamenti della sua gloria. I freschi della vòlta sono i seguenti. Zucca ria, Gioele, Ebbrezza di Noè, Sibilla dcl/ica, il Diluvio, Sibilla (/' Eritrea, Sacrificio di Noè, Isaia, Cadala d'Adamo ed Era, Espulsione dal Paradiso, Ezechiele, Creazione d'Era, Sibilla Cnniana, Creazione d'Adamo, Sibilla Persica, Lo spirito divino al di sopra delle acque, Daniele, Creazione del sole, della lana, dell'erba e delle piante. Geremia, Separazione della luce e delle tenebre, Sibilla Libica, Giona, Giudizio ìDtiversale. Ai due lati dei freschi centrali biblici, nei dodici scompartimenti del lembo della vòlta, il Buonarroti dipinse i suddetti meravigliosi sette Profeti con le cinque Sibille, figure colo® li, piene dì vita interiore, vere manifestazioni dello spinto religioso.
i\la non meno mirabile forse e certamente più rinomato dei freschi suddetti, in faccia all'ingresso, è il Giudizio Universale nella parete dell'altare, incominciato nel 1534. Secondo il Vasari, Michelangelo vi lavorò otto anni e lo scopri nel 1541 la sera del Natale, a meraviglia di Jionia e del mondo intiero. Michelangelo disegnò questa grand'opera a liO anni, a richiesta di Clemente VII, e la terminò durante il pontificato di Paolo 111 Per incoraggiarlo, il papa si recava spesso con dieci cardinali a vederlo lavorare < onore senza pari nell'istoria dell arte » dice il Lanzi. In alto sta il Salvatore seduto eon a destra la Vergine e con sopra negli archi della vòlta gii strumenti della Passione. A destra, uu esercito di santi, patriarchi, martiri, coi simboli del loro martirio. A sinistra (destra dello spettatore), dannati, deinonii. che gli acciuffano e Caronte con la barca che
Balte col renio qualunque s'adagia.
In mezzo, gruppo d'angeli che suonali le trombe del (liudizio Finale.
A Paolo IV (Caraffa), frate bigotto, spiacquero le nudità delle figure ch'ei volea far coprire, e Michelangelo ali inviato: « Dite a Sua Santità che si pigli nien pensiero de; lindi e più del riformar gli nomini ». Ma il Papa, teune duro e fece vestire le figure ignudo, che davano più nell'occhio, da Daniele da Volterra che si guadagno il nomignolo di iìnujliettone. Il Buonarroti si vendicò dipingendo Biagio da Cesena, mastro delle cerimonie ed istigatore, ali inferno, con le orecchie di Mida e avvinto da un serpente. Biagio se ne lagnò col Papa, il quale fili rispose argutamente: « Possiamo liberarvi dal purgatorio, ma non dall'inferno >,. 1 lo vi si vede ancora.
Clemente XII (Corsini) fece poi sistemare la vestitura da Stefano Pozzi.