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l'arte Terza — Italia Centrale
Alessandro VI invece molto lavorava nel palazzo e distruggeva quasi intieramente l'antico, sostituendovi quell'appartamento che ora dicesi Borgia. Delle fabbriche anteriori nniasero quasi unicamente la Sistina e la cappella di Nicola \. Ma quegli che arrecò i più granili incrementi al palazzo Vaticano fu Giulio II. Questi primieramente presso la villa e l'appartamento di Innocenzo Vili fe', da Bramante, costruire il gran nicchione sormontato dal balcone detto il Belvedere; poi dallo stesso architetto fece innalzare il cortiletto ottagono per collocami icapolavori antichi (die già si possedevano dal papa: finalmente concepì, e dallo stesso insigne artista fe' eseguire, la colossale alea di cougiungere, mediante due gallerie sterminate, il palazzo colla villa e l'appartamento del Belvedere. L'immenso cortile compreso fra il nicchione del Belvedere, le due gallerie e il palazzo fu detto il Cortile di Belvedere e servì per pubbliche feste, quali corse, tornei, ecc. Commise inoltre a Jlaffaello di dipingere varie camere del palazzo, cioè quelle al secondo piano sopra le camere Borgia, che così divennero le celeberrime Stanze di Raffaello, e infine voleva pure circondar di loggiati il cortile detto di San Damano. Ma quest'ultima sua idea fu attuata da Leone \ che ne coni mise l'esecuzione al divino Eaffaello, e così si ebbero le Loggie di Raffaello. Paolo III. dall'architetto Antonio Sangallo, fe' costruire la Sala Regia e la Cappella Paolina. Pio IV e Gregorio XIII fecero, dall'architetto l'ino Ligorio, eseguire qualche ampliamento e decorazione alle fabbriche esistenti. Sisto V, dall'architetto Domenico Fontana, fece costruire il gran Salone della Biblioteca, col che però divise iu due il cortile di Belvedere. Inoltre dal medesimo architetto fece erigere quella parte del palazzo che prospetta sulla piazza di S. Pietro, e nella quale, d'allora 111 poi tino ad oggi, abita propriamente il Papa. Paolo V portò qualche ampliamento al palazzo e, coi disegni di Carlo Mademo, fe' costruire quella parte che risponde sulla piazza a sinistra delle loggie di Baila elio. Clemente XIV, per consiglio di Gio. Batt. Visconti, pensò di ridurre l'antico appartamento papale, quello cioè di Innocenzo Vili, a Museo. Cosila camera da letto del papa divenne la Galleria delle Statue;\i\(&\)\)oWi\ privata divenne il Gabinetto del Torso, ecc. Pio VI ingrandì molto il Museo, specialmente coll'opera dell'architetto Simonetti. Pio VII v'aggiunse il Braccio Nuovi, col disegno di Raffaello Stern, eseguito dal Belli per l'immatura morte di quel valente architetto. Finalmente Gregorio N \ I formò i due Musei egizio ed etrusco.
« Questo immenso edilizio occupa una lunghezza di 350 metri ed una larghezza di 233 e può dirsi una riunione di parecchi palazzi. Quantunque la sua architettura non sia uè simmetrica, nò regolare, essendo stato eretto in epoche diverse, tuttavia si rende osservabilissimo, come quello che comprende l'opera di molti celebri architetti, fra' quali Bramante, Raffaello, Pirro Ligorio, Domenico Fontana, Carlo Mademo, Bernini e lo Stern. Il palazzo ha tre piani che contengono parecchi appartamenti, varie grandi sale, camere, gallerie, ampie cappelle, corridoi immensi, una magnifica biblioteca, un ricchissimo Museo ed un vaghissimo giardino; di più comprende venti cortili, otto granili scale e circa duecento altre minori per gli lisi interni ».
Architettonicamente le parti più importanti sono: Cortile del Belvedere, del Bramante; Cortile di San Dumoso, con tre piani ad arcate e le Loggie di Raffaello; le Stame di, Raffaello; nel palazzo ilei papa l'appartamento Borgia, la sala della li ibi io-teca Maj; la Cappella Sistina, la Sala Ducale, la Sala Regia, le Sale del Museo Pio Clementina (anche le scale, le porte), e ivi principalmente il cortile ottagono del Belvedere, la sala a Croce Greca, vestibolo e sala della Biga, la Sala Rotonda, la Sala delle Muse, il Gabinetto delle Maschere, la Galleria delle Statue, d Gabinetto del Torso (con lo decorazioni delle finestre e il soffitto), il Museo Chiaramonti, principalmente la galleria Braecìo Nuovo, le Sale della Biblioteca, la Villa Pia (la loggia, gli archi e le loro decorazioni), il Vestibolo del Casino, la Fontana del Casino, ecc.
Si va ora al Vaticano da tre luoghi diversi: 1° per la nuova scala marmorea, al