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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Fig. 121, — Roma: Chiesa della Santa Trinità dei Monti (da fotografìa).
   distrusse e incendiò i più belli e grandiosi edilizi all'indirò del luogo, con grave danno di insigni monumenti rimasti illesi fin'allora dai Barbari. In tali mine fu involto questo tempio. Ridonata la pace alla Chiesa, Pasquale II fece su quei muri diroccati e arsi risorgere un tempio più bello, raccogliendo dai ruderi vicini le colonne che rinvenne intere. Egli volle imitare la basilica di S. Agnese fuori mura, opera dei tempi Costantiniani, sul modello delle antiche basiliche a doppio ordine d'archi, il superiore dei quali era destinato alle donne. Anche questo tempio fu varie volte restaurato.
   La chiesa non gode un libero prospetto esterno, ma è chiusa da due cortili, nel secondo (lei quali avvi un piccolo portico. Un grande arco divide quasi per metà la lunghezza del tempio. La tribuna è chiusa da una balaustrata marmorea, ed ha in mezzo l'altare maggiore, coperto da un ricco baldacchino dorato. Il pavimento è intrecciato con diverse greche a mosaico ; molte lapidi mortuarie appariscono da ogni parte. Interessante è il vasto soffitto di legno lavorato con più compartimenti, la cui origine risale ad Enrico, prima cardinale poi re di Portogallo. Anastasio, bibliotecario, riferì l'origine della chiesa ad Onorio I, ma il Pan vino spiegò essere piuttosto o un ristauro o un ingrandì' mento che egli fece, giacche, nel Concilio tenuto da S. Gregorio Magno, trovasi fra i personaggi che vi assistevano un tal Fortunato prete, del titolo dei Ss. Quattro, argomento certissimo in prova che già la chiesa esistesse.