Hoina odierna.
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dio sostengono archi. L'altare maggiore ò ricco di marmi. Le cappelle delle navate minori sono ricche di pitture e di altri ornamenti. Questa chiesa sia per architettura, per dipinti, per marmi, può considerarsi come un museo dell'arte.
È notissima la leggenda che dette origine al nome di Aracoeli, la quale è raccontata
strala una somma pel predicatore quadragesimale. — Per non interrompere la serie delle cose ni questa chiesa operale dal Senato o Popolo romana ci siamo riservati di far qui menzione degli abbellimenti l'alti alla navata grande, che seguendo l'ordine de' tempi doveario prima rammentarsi, essendo stali intrapresi nel ÌCSG, e compiti nel 1688. Furono (inetti eseguili dal 1'. F. Vincenzo da (lassano, guardiano del convento, che mal soffrendo la rozzezza e nudità della navata stessa, che più inconveniente ancora appariva per la bellezza del soffitto, imprese ad ornarla, ridicendo primieramente lo linestre in modo da rendere una luce maggiore.
Nel secolo XIV pertanto, cioè a' 13 gennaio del 1336, dal cardinale Bertrando Deucio Legato ih Italia di Benedetto XII fu nella chiesa d'Aracoeli solennemente pubblicala e sanzionata la tregua fra gli Orsini e i Colonnesi, alla presenza del Clero, del Senato e del Popolo romano. — Nella slessa chiesa venne pur promulgala la pace da Paolo 11 trattala ed ordinata tra Ferdinando re di Napoli, Cristoforo Moro doge di Venezia, Galeazzo Sforza duca di Milano, ed i Fiorentini, onde tolte di mezzo le discordie che agitavano l'Italia, le forze tutte degl'Italiani fra loro pacificati rivolte fossero contro i comuni nemici, gl'infedeli. Tale promulgazione seguì nel 1468 a' 2 di febbraio, giorno sacro alla Purificazione della Vergine; e fu solennemente fatta dal cardinale diacono iti sacri paramenti e mitra, alla presenza degli ambasciatori de' potentati. Fu pur quivi, che nell'anno 1546 a' 4 di luglio, Paolo HI, dopo essersi cantata la messa dello Spirilo Santo, benedisse due vessilli e 14 consegnò unitamente col bastone del comando al suo nipote Ottavio Farnese capitano generale dell'esercito che spediva in soccorso all'imperalor Carlo V nella guerra contro i Luterani, e dette quindi, colle cerimonie solile, la Croce al cardinale Alessandro Farnese pur suo nipote, e Legato dell'esercito stesso.
iid eccoci giunti ad una delle più memorande funzioni, che fatte siensi in questa chiesa, cioè del solenne rendimento di grazie, che d Popolo romano tributò a Sua Divina Maestà per la già accennata vittoria delle armi Cristiane sopra i Turchi nel 157 ì. Adunque a dì 13 di dicembre del dello anno si vide per tal festa riccamente addobbato questo tempio, in cui fra gli altri ornamenti si miravano dieci bandiere tolte a' Turchi. La facciata era ornata con magnifienza corrispondente all'interno; e nel mezzo della porta maggiore si leggeva questa iscrizione: qvas oi.hi gf.ntiles DVCTORES 1D0LIS PRO RE IÌENF. GESTA IN CAPIT0L10 STVLTE AGEBANT EAS NVNC AD CABLI ARAM VICTOR ASCENDENS DVX CHRISTIANVS V'ERO DEO ClIlllSTO IESV E1VSQCE GLORIOS1SS1MAE SlATRI SEMF1TERNAS PRO gloriosa VICTORIA RELIGIOSE AC PIE HABET agitqve GRAT1AS. Ai lati di questa ve n'erano altre due; l'una diceva: DEXTERA TVA DOMINE MAGNIFICATA EST IN FORT1TVD1NE — DEXTERA TUA DOMINE TERCVSS1T IN1M1CVM; l'altra: DIX1T [N1MICVS PERSEQVAR ET CÙMPREHENDAM — FLAVIT SPIRITY'S TVVS f.T OPERVIT eos mare. In questo solenne ringraziamento, al quale Marc'Antonio Colonna prendeva la parte principale, come comandante della flotta pontificia, presentò egli in dono una colonna di argento rostrata alta in tutto palmi cinque ed oncie nove, del valore di mille e duecento scudi: sul capitello della medesima era posta una corona ; dal cui mezzo sorgeva la figura del Redentore di argento dorato: e sul lato anteriore del piedistallo pure di argento era scolpila quest'iscrizione: CHRISTO V1CTOR1 51. ANTONIBS ASCAN. F. COLV3INA PONT1FICIAE CLASSIS PRAEFECTVS POST 1NS1GNEM CONTRA TVRCAS
victoriam benefico testificandi cavsa d. mdlxxi. pr. no. decemb. Terminata la messa cantata pontificalmente da un vescovo, vi fu processione di sessantadue zitelle, che per sì lieta circostanza vennero dotate dal Popolo romano, il quale dispensò pur copiose limosine, specialmente agli schiavi Cristiani liberati per tale vittoria. — Altro solenne ringraziamento con numerosissimo concorso di cardinali, di prelatura e di popolo ebbe pur luogo in questa chiesa sotto il dì 24 febbraio 1703, per essere stata liberata la città dal tremendo flagello del treniuoto. Fu essa ornata con tanta pompa, vaghezza e magnificenza, che appariva ben vera l'iscrizione apposta sotto il medaglione, che vedevasi sulla facciata, nel quale eran figurali il Senatore ed i Conservatori genuflessi innanzi la Vergine col bambino Gesù : de magnis pericvlis a deo liberati magnifice gratias agimvs ipsi 2. Mach. 1. ti. s. P. q. r. E qui facciam fine di tali racconti, giacché se tutte notarsi volessero le volte, in cui questa chiesa è stala dai Sommi Pontefici, o dal Senato e Popolo romano con istraordinarie funzioni celebrata ci converrebbe uscir ben lontano da confini propostici.