220 1 Parte Terza — Italia Centrale
Il convento attiguo, ora scuola di applicazione per gli ingegneri, fu edificato da Giuliano di Sangallo e dalla loggia superiore godesi della miglior veduta del Colosseo. Sulla piazzetta davanti la basilica vedesi la più bella delle nove palme di Roma. La vìa di S. Pietro in Vincoli, che va dalla basilica a piazza della Suburra, credesi corrisponda al Vicus Seelleratus in cui l'empia Tullia fece passare il carro sul cadavere del padre assassinato da suo marito Tarquinio.
San Sebastiano. — A tre chilometri dalla porta omonima, sulla via Appia antica.. La sua fondazione è appena meno antica di quelle delle altre basìliche che abbiamo descritte e viene attribuita anch'ossa a Costantino. Ma l'editìzio presente non risale più in là del 1611, nel quale anno fu riedificata per intiero dal cardinale Scipione Borghese su disegno di ITaniiriio Ponzio.
Tutte le traceie dell'antica basilica sono scomparse e nò l'architettura nè le decorazioni offrono alcunché di notabile; le sei colonne granitiche dei portico sono l'unico avanzo dell'antica. Nella prima cappella a sinistra, disegnata per commissioni; del cardinale Barberini, da Ciro Ferri è la statua giacente di San Sebastiano, scolpita da Antonio Giorgetti, sul modello dato dal Bernini, suo maestro. Le reliquie del santo stanno sotto l'altare, in una urna marmorea trasportata dal Valicano per ordine di Onorio III. Dirimpetto è la bella cappella Albani, eretta da Clemente XI quale sepolcro della sua famiglia, e dedicata a San Fabiano. Gli ornati sono di Carlo Maratta, la statua del Santo, del siciliano Papaleo ; l'altare maggiore è decorato da 4 preziose colonne di verde antico e da un fresco di Innocenzo Tacconi, allievo del Caracci.
Presso la cappella Albani ve n'ha un'altra, celebre per le suo reliquie, fra le quali, la pietra che vuoisi serbi l'orma del Salvatore quando incontrò San Pietro, nel luogo ora occupato dalla chiesetta Domine quovadis, costruita in memoria del fatto e così chiamata dalle parole rivolte dall'apostolo a Gesù.
Sotto la basilica di San Sebastiano son le famose Catacombe che hanno dato il loro nome a tutti 1 cimiteri cristiani e ne diremo brevemente più avanti, sotto Catacombe.
CHIESE MINORI
La descrizione delle altre chiese, numerosissime, ci trarrebbe troppo in lungo, turbando la economia dell'opera nostra; il perchè ci starem paghi ad una rapida rassegna delle principali:
Sant'Agostino (piazza omonima). — Fabbricata nel 1483 sui disegni di Baccio l'in-telli. La sua facciata è di travertino. L'interno è decorato di scelti marmi, di ricche dorature, di stupendi quadri ed affreschi di Raffaello, del Guerrino, del Gagliardi e del Caravaggio; ammirasi inoltre la superba statua in marino, scolpita da Jacopo Tatti, detto il Sansovino, rappresentante Maria col Bambino. Nell'annesso convento trovasi la Biblioteca Angelica, ricca di 150,000 volumi, e di circa 3000 manoscritti. In questa chiesa, fra molti personaggi illustri, furono seppelliti Pam mio e il cardinale Noris, vicino alla porta della sac,ristia, e l'archeologo Marliano, nella cappella di S. Apollonia.
Sant'Andrea della Valle (corso Vittorio Emanuele). — Vastissimo tempio che prende il nome dal palazzo Valle che gli si trova accanto. Venne fondato nel 15'Jl a cura del cardinale Gesualdo, su disegni dell'Olivieri il cardinali Montalto lo continuò sui disegni del Maderno. La facciata, eseguita dall'architetto Rainabli. è una delle più belle di Roma, di travertino, composta di due ordini di colonne corintie, ornata di statue. L'interno, di una sola navata, è ricco di bellissime pitture. La cupola fu dipinta dal Lanfranco; la tribuna, i quattro Evangelisti, e la Virtù, che si trovano tra una finestra e l'altra, sono del Doineuichmo. La prima cappella contiene otto colonne di verde antico ; Michelangelo diede il disegno della seconda cappella detta degli Strozzi; in essa si ammirano dodici colonne di marmo htmachella (rarissime); quattro tombe in inalino; sopra 1 altare un gruppo raffigurante la l'ielà, e due statue in bronzo. La cappella