Homa odierna
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simboleggianti la vita contemplativa e l'attiva, giusta quel verso di Dante nel Purgatoria iU cui Lia, o Lea, esclama:
Lui lo vedere e me l'ovinrc appaga. Godeste statue 11011 furono collocate, secondo l'intenzione primitiva, in San Pietro, ma nella loro presente e relativamente oscura situazione: due delle figure (li schiavi, destinate a servire di cariatidi nel monumento, sono ora al Louvre di Parigi eia terza nel giardino di Pobolf a Firenze.
Ter compiere codesta serie di contrarietà, il papa non è sepolto sotto il sno monumento, ma presso il suo congiunto Sisto IV, nella cappella del Sacramento 111 San l'ietro e con una meschina iscrizione marmorea.
A questi fatti vuoisi poi-mente perchè il Mosè non comparisce così vantaggiosamente come accadrebbe se fosse circondato da tutti gli accessori! di un monumento compiuto. Poche oi)ere d'arte furono censurate cosi aspramente ; ma è impossibile non rimanere compresi di meraviglia all'aspetto di quelle proporzioni colossali e di quella espressione imponente.
Le figure nelle niccliie del monumento, ai due lati del l//).se;, sono pure di Michelangelo; quelle del Profeta Elia e della Sibilla, di Raffaele da \[ontelupo;la figura coricata (li Fjg_ lj;, _ Rom. Mauso[eo GmIio „ nd]a Giulio II, di Staso dal Bosco; di San Fletro in Vincol;_
e la Vergine col Bambino, di Scherano da Settignano.
Nel primo altare della navata destra ammirasi un Sant'Agostino del Guerrino e di la dell'altare stanno i monumenti dei cardinali Margotti ed Agucci, secondo 1 disegni del Domenichino clic dipinse il ritratto dell'ultimo sopra l'iscrizione. La Liberazióne dì S. Pietro, al secondo altare, è una copia dell'originale dello stesso pittore, che si conserva nella sagrestia. La cappella, oltre il Mas}s va ornata dalla bella Santa Margherita del Guerrino. Nella tribuna veggonsi scene della vita di San Pietro, opere di Jacopo Coppi, pittor fiorentino del XVI secolo. Nel pilastro a destra dell'arco è il busto in rilievo di Giulio Clovio, canonico della basilica e celebre miniator di messali allievo di Giulio Romano. Lo splendido nuovo aitar maggiore, la Confessione (fìg. 91) in faccia ad esso e l'altare in cui custodiscons» le reliquie, ultimamente scoperte, dei sette Maccabei, furono consecrati nel 1877, festeggiandosi il 50° anniversario della consecrazione vescovile di Pio IX.