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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Roma
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 679 |
Digitalizzazione OCR e Pubblicazione a cura di Federico Adamoli
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l'urlo IVr'Za — Italia Centrale
Armellini con le loro statue, del 1324; il monumento del cardinale Filippo d'Alencon, morto nel 1397, con rilievi della morte di Maria; e quello del cardinale P. StefenOffithi Annibaldi, morto nel 1417, con statua di P. Romano. Vi si ammira inoltre un pregevole tabernacolo, opera stupenda di Mino da Fiesole il cui nome vi è inciso.
Santa Maria in Cosmedin, — In piazza Bocca della Verità, con fontana fatta costruire da Clemente XI su disegno di Carlo Birraccheri, la quale si compone di un ampio bacino avente in mezzo uno scoglio con in vetta due tritoni del Moratti che sostengono una conchiglia donde zampilla l'acqua. Dirimpetto alla chiesa sorge il cosidetto Tempio di l'està già da noi descritto. La basilica sta sull'area di un antico tempio di Cerere e Proserpina e vuoisi edificata nel terzo secolo da S. Dionisio. Fu restaurata nel 782 da Adriano I in forma di basilica. Destinata ai profughi greci cacciati d'Oriente dagli Iconoclasti, sotto Costantino Copronimo ed avendo una neh ola annessa per loro uso, fu detta dapprima Santa Maria in Schola Greca e in seguito llocca della Verità, dalla maschera marmorea che vedesi sotto il portico. Il nome di Cosmedin si suppone le venga da m
E divisa iu tre navate da dodici colonne antiche di varie qualità di marmi, con capitelli diversi gli uni dagli altri. Davanti l'aitar maggiore sta il pavimento rialzato del coro antico come in alcune antiche chiese cristiane, con amboni ai due lati del secolo XI ed un attorto candelabro in musaico fatto probabilmente nel secolo XIII. 11 pavimento è opus (dexandrinum sullo stile dei Cosmati. Il baldacchino gotico, sopra l'aitar maggiore, è sorretto da quattro colonne di granito rosso egiziano ; sotto è un sarcofago, anch'esso di granito rosso, e dietro un seggio papale del tempo di Calisto II.
11 dipinto della Madonna, nella tribuna, è un buon esemplare dell'arte primitiva e porta un'iscrizione greca. Il tabernacolo, di marmo bianco e a musaico, molto lodato dal Kugler, è di Diodato Cosimati. Nella sagrestia ammirasi un musaico interessante della Vergine con San Giuseppe, del tempo di Giovanni VII (705), portatovi dall'antica basilica di San Pietro. Sotto il coro apresi un'ampia cripta divisa in tre navate, con una collezione curiosa di reliquie di santi, ciascuna con la sua etichetta; questo funebre museo è aperto al pubblico il mercoledì delle Ceneri.
La basilica contiene il sepolcro del dotto Crescimbeni, fondatore e storico del-r A ranlia. morto nel 1728. Sotto il portico, oltre la suddetta maschera della Bocca della Verità, son parecchie iscrizioni niedieviclie e scolture, fra le altre un rozzo bassorilievo rappresentante la Casa di papa Adriano I ili via Lata e la tomba con baldacchino del cardinale Alfano Lima, che fece porre il pavimento in musaico nel 1123. Il campanile, uno dei più belli del suo genere, ha sette ordini di colonnini con archi sovrapposti. Si attribuisce al tempo di Adriano I, ma è probabilmente del secolo XII o XIII.
Sant'Agnese fuori i,e Mura. — Piccola basilica a due chilometri fuori porta Pia, sulla via Nonientana, una delle pochissime chiese che hanno conservato la loro forma e disposi®®!© primitiva con pochi cambiamenti. Fu fondata nel 324 da Costantino, a richiesta di sua sorella Costanza, sul luogo ove fu scoperto il corpo di Sant'Agnese e fu ampliata nella sua forma presente da papa Simmaco (4'J8-574). Trovandosi sotto il livello del suolo, si discende per un'ampia scala di quarantacinque gradila marmorei ucH'interno della basilica a tre navate, sorrette da sedici colonne antiche, otto di vani marini, due di granito, due di pavouazzetto, quattro di portasanta, con buoni capitelli corinzii e compositi ed alcune curiosamente scanalate-
Sopra corre uu altro ordine di colonne dello stesso materiale, ma di dimensioni più piccole, su cui posa il muro perforato da finestre e sorreggente il tetto. La galleria soprastante, a cui si sale per una scala a chiocciola, doveva servir per le donne, come nelle basiliche pagane. II soffitto, con bell'intaglio in legno, fu eseguito nel 1000 a spese del cardinale Sfondrato. Le cappelle sono del secolo XV, sotto Innocenzo Vili. Il pavimento fu rinnovato da Pio IX ; gli ornati sopra le arcate e i dipinti sopra

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