386
Parte Seconda — Atta Italia
il celebre uragano, il quale, sebbene non giovasse ai nostri, recò maggiore scompiglio fra gli Austriaci esposti a controvento. Appena cessato il furore degli elementi, dopo una mezz'ora circa, i nostri furono pronti all'assalto e fu suonata la carica generale dal rullio di cento tamburi e dallo squillare delle trombe dei bersaglieri; la divisione Cucehiari, colle brigate sussidiarie, mosse impetuosa, fra un terribile grandinare li palle, all'assalto del colle di San Martino e prima fra tutte la brigata Aosta ebbe il vanto di snidare gli Austriaci da San Martino, dal Roccolo e dalla cascina della Con-trocania. i tre punti più importanti delle loro posizioni. Il sopraggiungere delle altre forze nostre decise della vittoria anche in questo fatto parziale — onorevolissimo, glorioso anzi, per le armi italiane — e verso sera gli Austriaci, che già erano 111 ritirata verso il Mincio da Cavriana e da Solferino, dovevano ripiegare anche da San Martino verso il Mincio, battuti su tutta la lìnea ed inseguiti tino a Pozzolengo dai bersaglieri.
Dell'esercito sardo rimasero morti sul campo SDÌ nomini, tra cui 51 ufficiali ed 1111 generale (Arnaldi), i feriti furono 36G1, dei quali moltissimi morirono nei giorni appresso e prigionieri 5G2. Circa 5000 uomini dell'esercito sardo rimasero fuori di combattimento a San Martino; i Francesi a Solferino ebbero circa 12,000 uomini fra morti e feriti e fra questi 160 ufficiali e 2 generali morti (Anger e Dieu) e 5 feriti. Gli Austriaci ebbero più di 20,000 uomini fuori di combattimento.
11 villaggio di San Martino della Battaglia — frazione del Comune dì Rivoltella — ove tanta parte di quel turbine di guerra si scaraventò, era allora ed è ancora oggidì 1111 nucleo di modeste casette, con una chiesa di buona architettura, in ridente posizione, sulle colline moreniche prospettanti il lago di Garda. Sul poggio (122 111. sul mare), circondato da cipressi, sorge ora l'Ossario eretto per sottoscrizione pubblica, iniziata dal senatore Luigi Torelli — che raccolse le ossa dei caduti nella memoranda giornata e le altre memorie rinvenute sul luogo (figg. 91-95).
Nella vicina località del Roccolo, per ben cinque volte conquistata dai Piemontesi, sorge un'altissima antenna dì pino, sulla quale ogni anno, nella ricorrenza della battaglia, è issata una grande bandiera tricolore.
Dall'Ossario ili San Martino sì ha una magnifica vista sul lago di Garda, sn Desen-zano e sulle circostanti colline lino al colle di Solferino, ove accanto alla famosa e stanca torre quadrilatera detta Spia d'Italia, sorge ora la grandiosa altissima torre dell'Ossario, dovuta pur questa all'iniziativa del senatore Torelli, e nella quale insieme alle ossa dei caduti lumi 1111 piccolo museo degli oggetti rinvenuti sul duplico campo di battaglia. Ma di questo parleremo più diffusamente trattando della provincia di Mantova e del Comune e della battaglia di Solferino.
Colt, elett Lunato — Dioc. Brescia — I'2 locale, T. e Str. ferr nella fraz. S. Mari, della Batt.
Serinione (7G3 ab.). — Il territorio di questo Connine è costituito da quella vaga penìsoletta che divide in due bacini (Desenzano e Peschiera) l'estremità meridionale del lago di Garda. La penisola dì Sornione è lunga circa 4 chilometri, larga nella sua parte settentrionale ben 700 metri ed alta dal lucilo del lago una trentina di metri. — Soninone, capoluogo del Comune, è un modesto v illaggio di pescatori, che or va assai migliorando la propria edilizia. Si trova nella parte settentrionale della penisola ed è sopratntto dominato dall'imponente castello che vi fu eretto nel secolo XIII dagli Scaligeri, quando stendevano il loro dominio sull'estremità orientale del lago, detta allora la Gardesana delle Aeque. Questo castello è dei più belli ed esternamente dei meglio conservati che si abbiano nella regione. All'interno fu più volte modificato dal Governo veneto, dall'austriaco ed anche dal nazionale per farne caserma 0 deposito di truppe. Attualmente è sede degli uffici del Comune. Bellissima parte, intatta quasi, è la cinta merlata delle mura; bel saggio dell'architettura militare del secolo XIli è la gran porta, già col ponte levatoio difesa ai lati da torri e torrette. Imponente e