Mandamenti e Comuni del Circondario di Brescia
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Fig. 95. — Interno dell'Ossario di San Martino (da fotografia).
collo sviluppo delle curve inevitabili e dei dislivelli di terreno si estendeva a quasi 25 chilometri. Mentre i Francesi s'accanivano a cacciare gli Austriaci, che col grosso dell'esercito occupavano le alture di Solferino, Cavriana ed altre località importanti, l'azione impegnata e lungamente sostenuta dai Piemontesi intorno a San Martino distraendo un forte nucleo dell'esercito nemico e coprendo la loro ala sinistra, facilitava loro l'arduo compito. Alle 3 del pomeriggio (si combatteva dalle 5 del mattino) i Francesi erano riusciti ad impossessarsi del colle e del paese di Solferino ed a sloggiare gli Austriaci dall'ultimo loro baluardo, la famosa torre detta la Spia d'Italia, respingendoli verso il Mincio. 11 re Vittorio Emanuele, che da Castel Venzago aveva seguite le fasi del combattimento ed ammirata la salda resistenza delle truppe piemontesi di fronte ad un nemico ([nasi doppio di forze, saputa quella lieta notizia, spedì un messo al generale Mollard, coll'ordine di prendere a qualunque costo la posizione di San Martino, onde chiudere, anche per parte degli Italiani, degnamente quella giornata. Ed a coadiuvare il Mollard e gli altri nell'ardua impresa mandò il Cucchiai! colla sua divisione, le brigate Aosta, Acqui e Casale. Fu in questo momento che scoppiò
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