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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Bergamo e Brescia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 540

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Seconda — Atta Italia
   Fig. SU. — Ossario di San Martino e Torre nazionale.
   maggior baldanza, perchè si sentiva spalleggiato dal temuto quadrilatero di Mantova, Verona, Peschiera e Legnago.
   (Ili alleati Franco-Sardi, a prevenire l'offensiva del nemico, avanzarono da Brescia verso il Chiese ed alla sera del 2:1 giugno 1S59 la loro posizione era la seguente: Niel col IV Corpo e due divisioni di cavalleria era a Carpenedolo sulla sinistra del Chiese; Mac Mahon col II Corpo d'armata era a Castiglione delle Stiviere; il I Corpo d'armata era ad Esenta sotto Lonato. Le quattro divisioni piemontesi, capitanate dal Durando, dal Fanti, dal Cucchiari e dal Mollarci, accampavano fra Lonato e Desenzano. Il qnartier generale dell'imperatore era a Montichiari sul Chiese colla guardia, e la divisione Canrobert formava l'avanguardia, (ili Austriaci frattanto, nella stessa giornata del 2:5, avevano passato su quattro punti il Mincio e cautamente avanzavansi, ponendo il qnartier generale dell'imperatore Francesco Giuseppe a Valeggio. La grande battaglia decisiva, preveduta e voluta da Napoleone 111, si presentava inevitabile; ina dall'una parte e dall'altra non la si riteneva così imminente, cioè per il giorno successivo.
   Ma all'alba, bellissima, del 21 gli Austriaci ripresa la marcia in avanti, nella evidente intenzione di affrontare il nemico e risospingerlo in disordine verso il lago, il combattimento per quel giorno stesso parve a tutti inevitabile, poiché troppo a contatto erano i due eserciti nemici per dar luogo a remore ed a scambietti strategici, che potessero differire l'urto e rimetterlo al beneplacito od al tornaconto dell'uno o dell'altro comandante che avesse spiegata maggiore abilità. Così fu, che i corpi mandati in esplorazione da ambo le parti, s'incontrarono di primo mattino e cominciarono le fucilate. Dell'esercito piemontese, il primo ad attaccare il fuoco col nemico fu il Cadorna, che colla sua divisione si era spinto in ricognizione verso Pozzclengo. F proprio uei dintorni di San Martino, di cui vedovasi la chiesa sul colle verdeggiante di vigneti, cominciarono tra la divisione Durando e l'avanguardia d'un corpo d'annata austriaca le fucilate. Poco appresso il cannone ed un intenso fuoco di moschetteria cominciarono a rombare sulla linea delle posizioni tenute dai Francesi. Un'ora dopo Ja battaglia era generale, impegnata su una linea retta d'oltre lù chilometri, ma clic