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Parte Seconda — Atta Italia
rli Venezia. Nel 15G7, per favorire un convento di frati Latoranensi, Pio V tentò di accordare a questi frati l'officiatura della chiesa parrocchiale di Desenzano. Vi si oppose fieramente la popolazione, che credette con ciò menomati i proprii diritti e privilegi, e la contesa durò sei anni, aggravata dall'interdetto lanciato sulla borgata dal pontefice. Solo alla morte di Pio V (1573) le cose si appianarono, restando riconosciuto il diritto della popolazione, e fu tolto l'interdetto. À ciò contribuì la politica abile e prudente della Repubblica di Venezia.
Durante la guerra d'indipendenza, nel 1859, Desenzano ebbe a soffrire gravi danni per l'occupazione delle truppe austriache e le gravi contribuzioni che queste pretendevano anche dai piccoli Comuni. Dopo la battaglia di Solferino e San Martino tutti i pubblici stabilimenti e gran numero di case private furono convertite in ospedali per ì feriti italiani e austriaci che affluivano a Desenzano dal vicino campo di battaglia.
Fu di Desenzano il valentissimo pubblicista, vero innovatore nel giornalismo italiano, Dario Papa, morto nel gennaio 1S97.
Coli, elett. Lonato — Dioc. Brescia — P'J, T., Str. ferr. e Staz. lacuale.
Moniga (740 ab.). — Il territorio di questo Comune si stende nell'amena e collinosa regione della Valtenese, percorso dalla strada provinciale che da Desenzano porta a Salò. — Moniga, capoluogo del Comune, è un bel paesotto sul dosso di un colle (138 ni. sul mare), a non molta distanza dal lago, dal quale dominasi per lungo tratto il superbo panorama. Il paese ha edifizi moderni e d'aspetto civile, una mediocre chiesa parrocchiale e belle ville nei dintorni. Nulla peraltro meritevole di speciale rimarco.
Il territorio di Moniga, assai fertile, produce viti — dalle quali si traggono vini reputatissiini — gelsi, ulive, frutta e cereali. L'allevamento del bestiame da cortile e la produzione dei bachi da seta sono le industrie di maggior sussidio all'agricoltura a cui si applica esclusivamente l'attività di questa popolazione.
Coli, elett. Salò — Dioc. Verona — P2 locale, T. a Manerba, Str. ferr. a Desenzano.
Padenghe (1133 ab.). — Il territorio di questo popoloso Comune si stende nella amena regione della Valtenese, sulla strada che da Desenzano conduce a Salò. — Padenghe (180 in.), capoluogo del Comune, è un grosso e bel villaggio, nel quale è evidente il miglioramento edilizio operatosi negli ultimi anni, dacché il commercio dell'uva e dei vini — massima produzione della Valtenese — ha preso uno sviluppo una volta insperato da quella popolazione. Le uve della Valtenese sono buone e ricche di principii viniferi, onde ogni anno vi accorrono numerosi compratori. Si calcola la inedia dell'esportazione annua delle uve da questa regione pel valore d'oltre 100,000 lire, il che non è poco, considerando la relativa strettezza della plaga vitifera. Anche i vini fatti in luogo sono oggetto di un attivo commercio, del quale Padenghe e Moniga sono i centri principali.
Oltre della vite il territorio di Padenghe produce: gelsi, ulive, frutta e cereali. Vi si alleva molto bestiame da cortile e importante è pure la produzione dei bozzoli.
Coli, elett. Lonato — Dioc. Brescia — I'2 locale, T. e Str. ferr. a Lonato o Desenzano.
Pozzolengo (22(10 ab.). — Il territorio di questo Comune si stende sulle colline terminali del lago di Garda, presso al confine della provincia di Brescia con quello di Mantova. È Comune alquanto frazionato. — Pozzolengo (135 ni.), capoluogo del Connine, è un grosso \ illaggio posto in bella posizione, fra amene colline vitifere, non privo di edilizi moderni e d'aspetto signorile, ma di carattere essenzialmente rurale. Ila una vasta chiesa parrocchiale fiancheggiata da un alto campanile. Cascinali e ville sparse per la campagna completano il nucleo di questo popoloso Comune.
Il territorio di Pozzolengo è assai fertile. Oltreché viti produce: gelsi, frutta, ortaggi e cereali. Vi si alleva molto bestiame ed importante vi è pure la produzione