Mandamenti e Comuni del Circondario di Brescia 881
lacuale. — Desenzano (70 ni. sul mare), capoluogo del Comune, è una bellissima borgata di circa 3900 abitanti, sedente sulla riva del lago, che quivi ha il suo maggior porto. Siccome si aderge sul pendìo della collina, ha vie alquanto ripide e slivellate per accedere alla paite alta dell'abitato; ma il nucleo del paese, che si stende in piano lungo il lago, è percorso da una bella via, fiancheggiata da edilizi talvolta grandiosi e signorili, da porticati e da una bella piazza presso il porto, con un monumento dedicato alla Beata Angela Meriti, nobile fanciulla desenzanese, resasi insigne per atti di virtù e fondatrice dell'Ordine monastico delle Orsoline, vissuta tra la line del secolo XV ed il principio del XVI. Notevole edilizio di Desenzano è la chiesa parrocchiale, con dipinti del Palma Vecchio, del Celeste, del Bertolcino, del Tiepolo ed una tavola ritenuta di scuola umbra, forse del Perugino. Nella parte alta del paese domina il castello, ora ridotto a caserma pel presidio di truppa e sede d'un Osservatorio meteorologico e sismico, per la sua posizione assai importante. Altri edifizi notevoli sono : il palazzo, che un tempo fu residenza del governatore veneto della Riviera, il Teatro e molte case private di bellissimo aspetto.
Desenzano è dotato di buoni istituti scolastici: d'un Collegio-Convitto municipale assai fiorente, rimesso a nuovo, con Ginnasio-Liceo e Scuole tecniche, tutti pareggiati: il Liceo possiede un gabinetto di storia naturale assai copioso, con una bellissima fauna della colonia Eritrea. Ha istituzioni ospitaliere e di pubblica beneficenza, amministrate dalla locale Congregazione di carità. Possiede grandi e comodi alberghi e nei dintorni ha belle villette che ne fanno gradito il soggiorno ai forastieri.
Il porto di Desenzano è il maggiore del lago di Garda: fu recentemente ingrandito con una bella gettata o molo, che lo protegge dai venti e dalle burrasche del nord sul Garda, talvolta violente e pericolose. Nel porto approdano i maggiori vapori facenti il servizio del lago fino a Riva di Trento e la numerosa flottiglia che da Riva porta legnami, carbone minerale e da Desenzano porta a Riva e nella vallata della Sarca e nel Trentino granaglie ed ogni sorta di mercanzie. Il tonnellaggio annuo del porto, per le sole granaglie, è calcolato approssimativamente in 200,000 quintali.
Importante lavoro di utilità pubblica nei pressi di Desenzano è il magnifico ponte-viadotto a. sedici arcate a sesto acuto, piantate su piloni alti dai 30 ai 35 metri dal fondo della valle. E nel suo genere uno dei più bei monumenti d'architettura ferroviaria che si conoscano. Fra Rivoltella e Desenzano, lungo la sponda del lago, fu in questi ultimi anni costrutto un bellissimo campo di tiro coi relativi edifizi ad uso dei due Comuni limitrofi e del presidio della truppa.
Il territorio di Desenzano, parte in collina e parte in riva al lago, è fertilissimo. Prodotti principali: viti, gelsi, granaglie, frutta e ortaglie. L'allevamento dei bachi da seta è nella campagna desenzanese fatto su larga scala e costituisce uno dei maggiori cespiti d'entrata nell'industria agricola. Altre industrie esistenti in questo Comune sono: una fornace per laterizi, due fabbriche di paste alimentari a vapore, lina fabbrica da olio, una fabbrica di spirito e di liquori, una fabbrica di acque gassose, due fabbriche di cordami con rilevante produzione, una conceria di pelli, una fabbrica di botti e barili ed una di panieri ed altri lavori in vimini Anche l'industria della pesca è largamente esercitata dai barcaiuoli di Desenzano.
Cenno storico. — Desenzano non è se non l'antichissimo Deceutìo, passato fra numerose e varie vicende attraverso l'era ìnedioevale, conservando Sempre un posto importante nella regione. Dell'età romana Desenzano conserva lapidi e ruderi; della ìnedioevale conserva musaici. È rammentata in un diploma carolingio dell'S78, clic la infeudava al monastero di San Zenone in Verona. Nel secolo XIII e nel XIV Desenzano ebbe a soffrire assai per la rivalità di Brescia e Verona, pei tentativi l'atti dagli Scaligeri onde impadronirsene; ed ebbe quiete e prosperità quando, sul princìpio del secolo XV, insieme a tutto il territorio bresciano, passò sotto il governo della Repubblica