Mandamenti e Comuni del Circondario di Brescia
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< Ossa e denti lavorati sono in buon numero, principalmente in punteruoli, spatole, bottoni, fermagli di rara finezza e aghi colla cruna che servivano forse a fare le reti ed a cucire le vesti. Non taccio di anelli e dischi di perfetto lavoro, uno dei quali ha cerchietti d'ornamento. Alcuni di questi dischi servivano all'impugnatura di pugnali e una gemma della raccolta Rambotti è appunto un pugnale (li bronzo con impugnatura di corno di cervo, terminata da uno di questi dischi. Essi e pochi paalstab eli bronzo sono gli unici oggetti di Polada riferibili all'età che porta il nome di questa sostanza.
« Sorprendente è la quantità dei cocci e dei vasi interi raccolti nelle abitazioni. Più di centocinquanta sono pressoché interi con poche avarie, altri grandissimi, altri piccolissimi, di forme svariate che ne indicano gli usi diversi e bene spesso molto eleganti. Sono specialmente notevoli: un grande vaso d'argilla grossolana, in parte rotto per l'esposizione al fuoco, vero paiuolo; un altro a forma di tronco di cono rovescio, alto 30 centimetri e largo lo centimetri alla base e 26 nella parte superiore; e un altro grande vaso tutto a fori, che per certo serviva a lasciar passare le sostanze liquide ed a trattenere le solide.
« Molti di questi vasi hanno ornamenti diversi, altri in rilievo, altri a graffito allo intorno e nelle anse. Nessuno di questi è limato ; ma molti hanno uno o due cornetti per appoggio delle dita. Singolarmente notevoli, perchè esclusivi di questa stazione, sono gli ornamenti consistenti nei fori che passano da una parte all'altra degli orli di molti vasi. In alcuni di questi vasi si trovarono ghiande carbonizzate e altri avanzi di sostanze alimentari. Forse gli abitatori della Polada ritraevano parte del loro nutrimento dal regno vegetale, come lo dimostrano le ghiande, i semi di corniolo ed altri consimili trovati; ma la parte principale e massima la traevano indubbiamente dalla caccia e dalla pesca.
« Non mancano invero colle reliquie di Polada ossa di pesci, di uccelli e avanzi di tartarughe; vi abbondano poi in modo singolare ossa di buoi di varie razze, di cavalli, di cervi, capre, caprioli, cinghiali.
< Se dagli avanzi di questi animali, visitando la collezione Rambotti si ammira la abbondanza, non si può non ammirare con stupore quel magnifico scheletro di bue, il cui perfetto cranio, munito di due grandi ed eleganti corna, misura 70 centimetri dalla cervice all'estremità della bocca ed ha mascelle lunghe 58 centimetri. Questo stupendo esemplare ha dei caratteri del Bos trachoceros; lo Stoppani tuttavia lo riferirebbe al primigenius. Checché ne sia egli era contemporaneo agli abitatori della Polada, perchè nell'osso frontale, vicino all'occhio destro, porta ancora confitta una punta di freccia di selce.
« Se a questi animali che ho nominato aggiungeremo l'asino, constatato dal signor Forsith Major, il cane, il gatto e forse la volpe ed il tasso avremo quasi al completo i mammiferi, di cui si trovarono gli avanzi nell'abitazione e che, o domestici o selvatici, si aggiravano nei dintorni.
i A rendere ora meno incompleto questo breve cenno sull'importante abitazione di Polada, aggiungerò ch'essa era probabilmente composta di molte capanne costruite su palafitte in mezzo al piccolo lago e congiunte all'esterno da un interramento. Queste palafitte sono state inesse allo scoperto nello scavare la torba; ma di esse non sono stati conservati che pochi frammenti di pali. Da queste capanne gli abitatori preistorici andavano certamente a diporto sul loro lago; che una navicella fu trovata sepolta nella torba. Il signor Rambotti aveva proposto di estrarla a sue spese, pure lasciandone la proprietà alla Ditta milanese succeduta nello scavo della torba alla Società Anelli e Compagni; ma le pratiche andarono in lungo e la navicella, parte per l'insulto degli agenti atmosferici, parte per opera dei visitatori, andò in tritume.
< Non tacerò che della fauna malacologica dei varii fondi di questa torbiera fu fatta una illustrazione dal compianto malacologo cav. Adorni, il quale descrisse trentasei