Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincie di Bergamo e Brescia', Gustavo Strafforello

   

Pagina (385/553)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (385/553)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Bergamo e Brescia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 540

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Mandamenti e Comuni del Circondario di Brescia
   377
   del secolo XII, il castello di Lonato risorse nel 1337 per opera d'Azzone Visconti, che stimò opportuno conservare e rinforzare quel buon baluardo contro l'ambiziosa e pericolosa invadenza degli Scaligeri veronesi. Trentanni dopo, oltre del castello, Lonato venne rinforzato anche colla robusta cinta di mura, della quale, ad oriente del borgo, si serbano tuttavia avanzi poderosi, e contro queste mura più d'una volta cozzò Venezia nell'opera d'espansione dei suoi domimi in terraferma e nelle sue guerre col Ducato di Milano. Passato, col territorio di Brescia, sotto il dominio della Serenissima, questa non trascurò la fortezza di Lonato, che tenne sempre ben munita e guardata; tanto che Luigi XII di Francia, al tempo della famosa Lega di Cambrai contro Venezia, se volle avere Lonato dovette porvi regolare assedio e perdervi sotto parecchio tempo e non pochi uomini.
   Nel 1630 passarono da Lonato, commettendovi ogni sorta di eccessi e lasciandovi per triste ricordo la peste, i Lanzichenecchi imperiali del Collalto moventi all'assedio di Mantova, ove la successione dei Gonzaga era contrastata dalla Francia.
   Meno d'un secolo dopo, nel 1706, nei pressi di Lonato fuvvi un'altra battaglia tra Imperiali, guidati dal principe Eugenio di Savoia, e Francesi, comandati dal Venderne. La fortuna non fu favorevole al vincitore di Belgrado, che dovette ritirarsi a Rovereto in valle Lagarina, ad attendervi nuovi rinforzi scendenti dal Tirolo, per muovere con quelli in soccorso ili Torino strettamente bloccata da La Feuillade.
   Durante la campagna d'Italia del 1796, nei pressi di Lonato, Napoleone Bonaparte, che muoveva in ricognizione del terreno, fu sorpreso con un piccolo corpo di truppe (circa 1200 uomini) e parecchi ufficiali del suo Stato maggiore da quattromila usseri ed ungheresi e con due pezzi d'artiglieria, comandati dal generale austriaco Guastanovitz, il quale gli mandò un parlamentario con intimazione di arrendersi. Napoleone, con una di quelle audaci prontezze di spirito che furono fra i grandi coefficienti dei suoi successi, rispose al parlamentario tedesco: « Dite al vostro generale che ha voluto insultare all'esercito francese: ch'io son qui e ch'egli col suo corpo sono prigionieri ; che s una delle sue colonne è tagliata dalle nostre truppe a Salò ed ai passi da Brescia, a Trento; che se fra otto minuti non depone le armi e fa un sol colpo di fucile, lo faccio fucilare con tutti i suoi soldati. Io sono il generale Bonaparte col mio Stato maggiore, seguito da un poderoso esercito ».
   11 generale austriaco credette sulla parola e pochi momenti dopo capitolava coi suoi quattromila usseri ed ungheresi. All'indomani, 3 agosto 1796, Bonaparte dava e vinceva la battaglia di Castiglione.
   Grande trambusto d'armi e d'armati vide Lonato durante la campagna del 1848; ma più ancora durante quella del 1859, essendosi sui colli vicini di Solferino e di San Martino decisa la guerra che liberava la Lombardia (eccetto Mantova) e l'Emilia dalla soggezione l'una e dal protettorato l'altra, dell'Austria.
   Coli, elett. Lonato — Dioc. Brescia — P3, T. e Str. ferr.
   Torbiera della Polada.
   Paleoetnologia ed oggetti preistorici. — Ad un chilometro e mezzo da Lonato, sulla strada nuova che da questa borgata conduce a Desenzano, in una valletta a forma d'imbuto e recinta da colline clic non danno via alcuna allo sbocco delle acque, trovasi la torbiera detta di Polada, orinai famosa nel inondo degli studiosi di paleo-etnologia, perchè la più ricca di oggetti preistorici e la più interessante fra quante si conoscano. Questa valletta, al ritirarsi del ghiacciaio che la colmava, rimase un laghetto, sul quale piantò una stazione palafittica una delle primitive tribù Umani che abbiano abitato la nostra regione. Gli oggetti preistorici, numerosissimi, rinvenuti in questa torbiera furono raccolti e studiati con infaticabile cura e 11011 lieve dispendio
   217 — IL® S'aSrio, voi. IL