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Parte Seconda — Atta Italia
Polaveno (1015 ah.). — Il territorio di questo Comune si stende nella parte occidentale del mandamento, nella località detta dai valligiani Franciacorta, sulla strada provinciale, che per la vai Gomhio unisce la vai Trompia al lago d'Iseo. Il Comune di Polaveno è assai frazionato. — La frazione capoluogo e titolare, ha circa 400 abitanti e trovasi a 582 metri sul livello del mare, in posizione quant'altra mai pittoresca e verdeggiante. Ila bell'aspetto, case in gran parte moderne o rimodernate; una bella chiesa parrocchiale, restaurata sul gusto barocco nel 1639. Le altro frazioni del Comune sono Zoadel e l'aloander, nomi un po' strani dai quali gli etimologi)! bresciani vorrebbero trovare una derivazione greca ed arguire lo stabilimento dì qualche famiglia orientale in questa località.
I'olaveno è centro di belle escursioni sui monti che formano i contrafforti meridionali del Guglielmo, quali: il monte Rodendone (1114 ni.), il Grandinale, ecc., ecc.
Il territorio di Polaveno, tutto in montagna, è costituito di un altipiano ondulato formato da una ripiegatura di calcari giurassici, quali sono il silicifero e la maiolica, contenenti pure un lembo di calcari marnosi del periodo cretaceo, fattore non ultimo della bella feracità di questa plaga. Tali marne si fanno maggiormente manifeste al passo che dalla vai Trompia conduce ad Iseo e sono ricche d'avanzi di fucoidi caratteristici.
Prodotti del suolo, fertilissimo, sono; cereali, viti, gelsi e lauri; è ricco di boschi cedui, che dànno legna da ardere a Brescia, e di castagneti, dai quali si trae un reputato prodotto. Ila pure bellissimi pascoli, che favoriscono l'allevamento del bestiame bovino e suino. Con quest'ultimo si confezionano ni luogo salumi che hanno una certa rinomanza e si esportano e consumano in buona parte a Brescia.
Cenno storico. — A parte la supposizione di qualche erudito che Polaveno ed i villaggi vicini di Zoadel e Pnloander possano ripetere le loro origini da qualche tribù d'orientali, se non di Greci quivi stabilitasi, Polaveno ha una certa rinomanza nella storia del territorio bresciano del medioevo. Fu feudo degli Avogadro; nel 1427, infierendo la guerra tra la Repubblica ili Venezia e Filippo Maria Visconti, duca di Milano, Polaveno venne, dalle truppe di quest ultimo agli ordini di Piccinino, saccheggiato e distrutto. Più tardi, ristabilita la pace, ad indennizzare gli Avogadro dei danni subiti per questo fatto, il doge Francesco Foscari accordò ad essi il feudo della vai Gobbia o di Luinezzane.
Culi, elett. Iseo — Dioc. Brescia — Pa e T. a Gardone, Str. ferr. a Brescia.
Sarezzo (2011 ab.). — II territorio di questo Comune si trova nella parte inferiore o meridionale del mandamento, sulla strada provinciale della vai Trompia. Il Connine è assai frazionato. — La frazione capoluogo e titolare ha circa 1050 abitanti ed è a 274 metri sul livello del mare, in posizione abbastanza pittoresca. E un bel paese d'impronta moderna ed m buona parte addirittura nuovo. La chiesa parrocchiale è vasta e di stile barocco. Nel coro e nella vòlta ha affreschi datati dal 1701, non privi di pregio. Altre frazioni del Comune sono: Noboli, Zanano e Ponte Zanano, ove si passa il Mella sopra un bel ponte colla strada provinciale che conduce ai Comuni di Lumezzane in vai Gobbia.
Il territorio di Sarezzo ò generalmente molto fertile. Produce: viti, gelsi, cereali, granturco, legna da ardere, frutta, castagne e foraggi. Vi si alleva molto bestiame da stalla e da cortile e vi si producono ottimi latticini. Questo Comune è eminentemente industrioso. Vi si contano 2 officine per la lavorazione del ferro e dell'acciaio, con motori idraulici della forza di 10 cavalli dinamici; 3 magli e un'officina per la lavorazione del rame. Queste industrie metallurgiche impiegano complessivamente da 80 operai. Sonvi poi 3 cave di pietra, utilizzata in apposite fornaci per la fabbricazione d'ottimo cemento: industria che tra cavatori e fornaciai occupa circa un centinaio di persone. 1 materiali usati per quest'industria e che più comunemente si trovano nel