Mandamenti e Comuni ilei Circondario di Brescia
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Geologicamente il territorio di Gimmo non è privo d'interesse. Fornisce calcari neri e venati del irias medio, che prendono perfetta pulitura e sono di bellissimo aspetto. Vengono usati nelle parti decorative degli altari, dei monumenti funebri ed anche per farne frontoni di caminetti, tavoli ed ornamenti architettonici.
Cimino si stende sulle marne del trias superiore, le quali rendono il suolo umido, fresco e produttivo. Infatti quivi si coltivano cereali, frutta e. ortaglie. Nella parte alta del Connine si trovano bellissime boscaglie di castagni e cedue, nonché estesi e verdissimi pascoli. L'allevamento del bestiame, la produzione dei latticini, il taglio del legname da ardere, da carbone e da lavoro sono le industrie agricole esercitate hi luogo. L'industria siderurgica, caratteristica della valle, è rappresentata 111 Cimino (nella frazione di Tavernole) da uno stabilimento della ditta Glisenti (eredi di Francesco), per la fabbricazione della ghisa e dei masselli di ferro e d'acciaio padellati in forno. Lo stabilimento di Tavernole è situato sulla sponda sinistra del Mella ed oltre ad ampii depositi per il materiale comprende: 1° un alto forno a carbone di legna per la fabbricazione della ghisa: vi lavorano 12 operai e dispone di 2 motori idraulici della forza ili 20 cavalli. La produzione media di questo forno è di circa 500 tonnellate di ghisa all'anno. La sua capacità è di 18 metri cubi con relativo corredo di macchine ed attrezzi, cioè apparecchi di caricamento, di riscaldamento dell'aria, la soffieria con motrice idraulica e macchine soffianti a stantuffo, gru, magli e trombe idrauliche; 2° due forni di pudellatura, dei quali uno a sistema Langlade, utilizzante i gas che fuggono dall'alto forno; un maglio ed un laminatoio sgrossatoli, con relativi motori. La produzione inedia di questi due forni è di 2000 tonnellate di acciaio e ferro in masselli e padellato del valore d'oltre mezzo milione. Vi lavorano complessivamente 45 operai e v'è impiegata una forza motrice idraulica di circa 100 cavalli dinamici.
Cenno storico. — Gli amatori di ricerche etimologiche trovano che il nome di questo Comune corrisponde a voci di indubbia origine pelasgica, colle quali sono ancora designate alcune località in Italia e segnatamente Gimmo in vai Camoiiica, Cimo sul lago di Lugano, Cimine suH'Apennino modenese, Cime, città dei Pelasgi. Questa voce, rimasta anche nella lingua italiana, indicherebbe luogo sollevato od alto. Non è inverosimile che questo luogo esistesse nel periodo dei Romani, essendo noto fin da quel tempo la vai Trompia fosse popolosa ed imlustre, specie per la lavorazione del ferro. Nel medioevo il nome di Cimino si riscontra sovente in atti della Curia e nelle memorie del Comune di Brescia.
Coli, elett. Iseo — Dioc. Brescia — P2 nella fraz. Tavernole, T. a Marchetto, Slr. ferr. a Brescia.
Gollio (2649 ab.). — Il territorio di questo Comune, assai vasto e frazionato, si stende nella parte più settentrionale, alta ed alpestre della vai Trompia, sui fianchi del monte Colombine e del Maniva. A Colilo, come già fu detto, fa capo la strada provinciale della vai Trompia, continuata però da una bella mulattiera, che valicando il Maniva al passo omonimo (1669 m.), conduce a Bagolino in vai Sabbia o del Chiese. — Collio, capoluogo del Comune, che i valligiani chiamano Coi e che dovrebbe scriversi Colli, è un pittoresco paese di 1479 abitanti, a 840 metri sul livello del mare, in posizione fresca e ridente, dominato all'ingiro da alte e selvose montagne. Notevole la chiesa di Saii Rocco, antica, in istile gotico, e la parrocchiale affatto moderna. Il paese di Collio è in via di rapido progresso edilizio, il quale data da parecchi anni or sono, quando cioè, per iniziativa di un benemerito Comitato di signori bresciani, si fondò quivi la Stazione sanitaria alpina per la cura climatica delle fanciulle povere. Questa benefica istituzione, che ora si è formata un discreto patrimonio, possiede in Collio una casa propria adattata allo scopo ed estende la sua filantropica azione animalmente su un'ottantina circa di fanciulle povere, per lo più affette da dispepsia, congiuntivite, scrofola, anemia, squilibrio nervoso, isterismo, che dall'aria pura, ossigenata dei monti,