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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Venezia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografico-Editrice Torino, 1902, pagine 383

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'arte ['l'ima — Alta Italia
   San Varco. Xell'altar maggiore si ammira una bella pala Jel Pordenone. Il sollitto del tempio, diviso in treiitacinque comparti, è riccamente decorato. Xel centro è un'Incoronazione della Madonna del Pier Maria Pennacchi, \ella sagrestia si conservavano i
   preziosi arazzi riainniinglii dei secoli \\ e XVI, oggi trasportati nella sala massima del Museo vetrario.
   In questa chiesa ebbe per lungo tempo quasi ignorata sepoltura Sebastiano Venier. il vincitore della battaglia delle Curzolari. l.a chiesa fu edificala nel 1181.
   La città è divisa da un gran canale, navigabile anche a navi d'una qualche importanza ed incrociata da canali minori; fino alle banchine del suo porto possono giungere navi di grande portata. Ben poche località della laguna ricordano con tanta somiglianza il tipo e l'immagine di Venezia. Anche in Murano ovunque solivi canali, rii, fondamenta] calli e ponti. Uno di questi, detto Vivarini, iu eretto dal Marcoìini nel 1545, nei migliori tempi muranesi. \ i sono pure edilizi privati, che furono senza alcun dubbio sontuosi, ma in gran parte guasti dagli adattamenti industriali o per essere l'istaurati ad uso di case d'affitto.
   il Museo murali ose (fig 100) può dirsi veramente unico del genere. Recentemente riordinato sotto la direzione del contili. Cesare Augusto Levi, si presenta in tutta la sua bellezza. Vi sono esposti in ordine cronologico e quindi, secondo l'epoca alla quale appartengono, i più preziosi prodotti dell'arte vetraria, dal suo inizio ai giorni nostri. Vi sono vetri di tutte le forme, colorati in tutte le immaginabili gradazioni, dalle più intense e cariche di colore alle più diafane ed alle più pure m trasparenza. Vi si vedono coppe, bicchieri, vasi, lavori di fantasia, specchi fiorati, graffiti brillantati ed incisi, lampadari di finezza meravigliosa: tutto quello insomma che èsuscito dalle fabbriche muranesi nel lungo corso dei secoli lo si può rivedere in quest'esposizione permanente, istituita per cura del Connine nel palazzo Municipale. Essa è meta di frequenti visite per parte degli amatori e degli studiosi dell'arte. Le pareti del Museo sono decorate coi ritratti dei più valenti artisti vetrieri nati in Murano, con musaici, specchi grandiosi e preziosi arazzi fiamminghi dei secoli XV e XVI, già esistenti nella chiesa degli Angeli. Vi sono anche vetri fenici, egiziani, di Assiria, babilonesi, greci e murrini romani, trovati negli scavi di Pompei, di Adrianopoh e dell'Esquilino. Il avvi pure una piccola raccolta di vetri spaglinoli, francesi e di Boemia. Nell'atrio del Museo si conservano tre sarcofaghi dei secoli VIII o IX, con iscrizioni rinvenute nelle fondazioni della chiesa di San Donato.
   II Municipio di Murano cura poi lo sviluppo dell'arte coli'istituzione di una scuola professionale di disegno per gli operai e loro figli, annessa al Museo stesso. L'istruzione pubblica è assai curata e le scuole in numero sufficiente ai bisogni del paese.
   Cenni storici. — Murano, come Ilurano. come Venezia stessa, trae la sua origine dalla già mentovata distruzione di Aitino e vuoisi che il sno nome antico Amuriana traesse origine da consimile denominazione già data ad una delle porte di Aitino: l'ingrossarono gli Opitergini fuggenti i Longobardi nel secolo X, ebbe giudici e tribuni propri, poi dal doge Vitale Michele II fu incorporata nel sestiere di Santa Croce di Venezia; ma dopo breve volgere di anni, nel XIII secolo rifatta autonoma, ebbe podestà propria.
   Prima che ai Veneziani ricchi e patrizi sembrassero troppo piccole le isole della laguna allo splendore ed alla sontuosità delle loro ville ed il desiderio dì grandi parchi e giardini li facessero volgere alla terraferma, Murano fu anche centro di villeggiatura per magistrati e nobiluomini. Alcuni avanzi ili palazzi ancora esistenti, ad esempio quelli (lei l)a Mula, Trevisan, Soranzo, Cappello, Grimani, ecc., fanno fede di questa predilezione. Vi si tenevano fra i convenuti accademie e discussioni letterarie, alcune delle quali accademie passarono alla storia col nome di Studiosi, di Vigilanti, di Angustiati, ecc.
   Nè essa mancò di fornire artisti di pregio all'arte veneta. Gli Andrea, i Quirico, i Vivarini furono in tempi lontani pittori muranesi; più vicino a noi fu discepolo del