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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Venezia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografico-Editrice Torino, 1902, pagine 383

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   ìl.imlamenti e Comuni del Distretto di Venezia
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   un magnifico leone accosciato che tiene fra le zampe un mascherone; avanzi marmorei di parapetti d'altare; un'ara romana; un monolito del peso di 15 quintali dei tempi di Augusto ; alcuni bassorilievi bisantini; grandi stemmi marmorei; una statua in una nicchia ben conservata, trovata nel ristaurare il molo di Durano, al quale serviva di materiale di fondazione !
   Questi ed altri nella prima sala terrena. Nella sala al primo piano si distinguono fra i molti oggetti esposti una croce bisantina di marmo greco con iscrizione latina ; bassorilievi romani di terracotta, uno dei quali rappresentante un tritone che porta sul dorso una najade; parecchi stemmi di podestà e stemmi di diverse epoche della ritta di Torcello, e quindici grandi frammenti di musaico del secolo XV.
   Vi sono poi vetrine con braccialetti muliebri romani, idoletti, statuette, campanelli quadrangolari, fibule, aquile, amuleti, fibule longobarde, una superba patera con mascherone, una figurina di dama del secolo XV, chiavi romane ed anelli per pugilatori, misure antiche,
   un Bacco, un bassorilievo in porfido, ima raccolta di pietre dure incise, uno stìlus da scrivere, romano, i sigilli e le armi di Torcello, le Bolle dogali rifereutisi a Torcello, i sigilli di molte famiglie torccllane.
   In altra stanza è infine un'insegna in argento della Confraternita di Santa Fosca. Tredici pezzi dell'antica pala d'oro (di cui dicemmo sopra), già esistente nella cattedrale. Sono lamine d'argento dorato e smaltato, stupendi lavori di stile bisautino del secolo X. Una raccolta di oggetti di epoche diverse trovati in laguna, una raccolta di oggetti di bronzo escavati nella via situiate dal capitano Federico Oriundi, ed infine una pietra d'importanza storica eccezionale, trovata in una nicchia del Duomo e dimostrante che esso fu costruito nel 641.
   Vi sono inoltre bandiere, stoffe, dipinti, terracotte di vario genere, una fune di galera bisantina ed una raccolta di frammenti clic si prestano a darci la storia delle trasformazioni e successive evoluzioni di questo stile.
   Torcelìo contò, secondo calcoli approssimativi desunti dall'ampiezza delle rovine che contiene, non meno di 20.000 abitanti; al principiò del XVI secolo non ne aveva più di mille. Il Sile, straripando, aveva talmente impantanata la laguna da rendere necessaria una generale emigrazione dalla città. Oggi Torcello non conta un paio di centinaia di abitatori ed i suoi canali continuano ad interrarsi, mentre il tenerli liberi non costerebbe al Comune che poche centinaia di lire annue. Il canale principale è attraversato da tre ponti in pietra, uno dei quali senza balaustre, ma con segnate le orme dei piedi ai lati, precisamente come si può vedere al ponte dei Pugni in Venezia. Oltre questi vi sono altri ponti di minore importanza.
   A nord-est di Torcello è l'isola di San Felice, ove, lin dal 184G, si esercita una vasta salina per conto del barone Salomone Rothschild e della sua famiglia, di Vienna.
   Ritornando a Burano dobbiamo ancora fare una breve sosta a Sant'Ariano, un'iso-letta dove da tempo remoto vengono depositate le ossa esumate dai vari cimiteri della città. Sant'Ariano tiene il posto dell'antichissima Costanziaca, la quale contava le chiese di San Sergio e Bacco, di San Marcellino e Massimo, di San Mauro, un collegio di Benedettini ed il grande monastero di Sant'Adriano. Inghiottita parte del territorio, col volgere degli anni, dalle acque, la popolazione dovette emigrare e chiese e monasteri caddero in rovina; oggi l'isola è deserta. Vicino ad essa sonvi quelle di Santa Cristina, dei Borgognoni e di Cura, località che furono un tempo popolatissime.
   Il dialetto di tutta questa parte della laguna è poco differente da quello parlato in Venezia; però ha una pronuncia più allungata delle vocali e si vuole che questa fosse la risuonanza e cadenza comune a tutti gli abitanti della laguna, Venezia compresa.
   A Burano le donne esercitano l'industria casalinga del merletto, del quale producono campioni apprezzatissimi, sì per finezza di lavoro quanto per originalità di disegno. Gli uomini esercitano la pesca in laguna e nelle valli, nonché la caccia; si danno pure alla coltivazione degli orti. Fanno gran commercio di pesce.
   Coli, elett. e Dioc. Venezia — P2 locale, T. e Str. ferr. a Venezia.
   Murano (5436 ab.). — Il nome di Murano è altrettanto famoso nel mondo quanto quello di Venezia. Ma la fama di questo luogo è solamente artistica e quindi pregevole sopra ogni altra. È dal 1291 che da Murano escono quei pregiati cristalli leggiadramente lavorati, che hanno fama mondiale col nome di cristalli di Venezia e che colle prime conterie, o perle false, hanno invaso tutto l'Oriente per secoli e secoli e tenuto, per questo ramo di commercio, il primato fra i popoli africani fino ai tempi nostri.