;j04 1>arte Prima — Alta Italia
Fig. 97 — Torcello: Cattedrale, chiesa di Santa Fosca e Museo dell'Estuario
(da Calli e Canali).
e perchè ivi si ridusse 0 vescovo di Aitino per sfuggire allo scisma Ariano. Ebbe porto profóndati frequentato da navi d'importanza; commerciò, fu sede di patriarcato e di dogato, ma la sua gloria tramontò presto: un poco gli avvenimenti, un poco l'imperizia e molto l'umano egoismo la vollero sacrificata alla fortuna della più giovine ma più avventurata sorella, di Venezia. Oggi non è che luogo desolato dalla malaria, nel quale alcune famiglie di pescatori si ostinano a vivere a malgrado dei terribili e mortali miasmi esalanti dalla laguna morta. Verrà presto giorno, ove non vi si ponga riparo con qualche opera ardita, che Torcello sarà ridotto deserto inabitabile.
Le chiese che si trovano in Torcello, che ne costituiscono la fama attuale e ne fanno ricordare il nome in ogni opera d'arte veneta, sono antichissime ed ancora assai ben conservate. Esse sono:
Cattedrale di Santa Maria (fìg. 97). — Risale al VII secolo e fu l'istaurata nel 1008: conta quindi un millennio d'esistenza. E una basilica a tre navate, come si usavano nel primo tempo del Cristianesimo, ad imitazione delle basiliche pagane-romane. Ha bellissime colonne in marmo greco, nove per parte, di stile corinzio. Nei tempi primitivi, secondo la consuetudine allora vigente, non conlava che un solo altare, quindi tutti quelli che ora vi si vedono furono aggiunti nei secoli posteriori. Fra questi se ne distingue subito uno dedicato a San Teonisto, ben adorno ; un secondo che prende nome dai Santi Innocenti, nel quale è da vedersi una bella tela della scuola del Palma. Nell'altare di Santa Maria del Rosario è conservata uiiurna colle reliquie dei santi Tobia e Tobiate. Le urne degli altri a!t:iri contengono pure ossa di altri santi, ma non presentano, come opere d'arte, nessuna particolarità.
11 santuario, o luogo ove si trova l'altare principale, è chiuso tutt'attorti!) da una balaustra di marmo greco con parapetti adorili di bassorilievi e fregi di ottimo gusto e di stile, assai ben conservati. Stanno all'esterno sei colonne di marmo greco listato ad agata, sormontate da capitelli corinzi portanti un'architrave. Nel centro del santuario è l'aitar maggiore, opera del X\ 11 secolo, sul quale si eleva un'urna di marmo greco sostenuta da due angeli. Questo altare era una volta adorno di una pala d'oro, simile a quella esistente nel San Marco di Venezia, ma di questa non ne restano al posto che pochi pezzi; gli altri, che si credevano rubati, sono stati recentemente ritrovati e figurano nel Museo di Torcello, del quale diremo fra breve.
Notevole soprattutto il singolarissimo presbiterio, che in fondo alla navata centrale e dietro l'aitar maggiore gira in semicerchio (fig. 98). Sebbene 11011 se ne abbia