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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Venezia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografico-Editrice Torino, 1902, pagine 383

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   1>arte Prima — Alta Italia
   DOMINI ILLUSTRI
   Nel millennio di storia che così rapidamente abbiamo riassunto ci sono apparse ad ogni periodo le ligure dei cittadini illustri e molte volte veramente sommi per eroismo, virtù civili, ingegno e gloria militare, che ebbero parte precipua nelle vicende della Repubblica di Venezia in tanti secoli di vita. Ma Venezia, nella sua lunga e gloriosa vita, non fu solamente culla di uomini illustri nelle difficili arti del governo, della diplomazia, della politica, di valorosi condottieri di armate, di navigatori, di guerrieri: essa donò pure un larghissimo contributo di uomini che si resero chiari in ogni ramo dello scibile e furono di efficace sussidio al progresso umano e di vera gloria, non solo per la città nativa, ma per la patria comune. Di questi cittadini, che accrebbero col loro sapere o col loro genio artistico il serto luminoso del quale andò fra i secoli ricinto il nome di Venezia, ricorderemo qui solo i maggiori, il tacere dei quali non potrebbe in alcun modo essere giustificato.
   Nel secolo XIII — il secolo che si apre con Arrigo Dandolo e si chiude coll'eroica virtù di Vittor Pisani — il nome di Venezia viene illustrato nella scienza della geografia da Marco Polo, il più grande viaggiatore che il medioevo abbia dato, e dei suoi viaggi inaraviglìosi la critica storico-geografica dei tempi nostri ba accertata la pressoché scrupolosa esattezza e veridicità.
   Nel secolo susseguente Venezia ci presenta in Marlin Sanudo l'autore del primo saggio di scienza statistica che si abbia in Europa.
   Nel secolo XV comincia dapprima coi Vivarini, poi con Giovanni Bellini a fiorire quella scuola di pittura veneta che fu una fra le tre più grandi scuole pittoriche che si conoscano: e nello stesso secolo i veneziani fratelli Cabotto e Alvise Cadamosto e Nicolò Conti, con ardite navigazioni e con scoperte di vie marittime e di nuove terre, aprono nuovi orizzonti alla navigazione, ai traffici, alla scienza geografica; e Lorenzo Giustinian si illustra come dottore in lettere e giurisprudenza.
   11 secolo XVI può dirsi anche per Venezia il secolo d'oro delle arti e delle lettere rinascenti. I dotti fuggiaschi dalla rovina dell'Impero orientale si ricoverano in gran numero a Venezia e vi lasciano, come il Bessarione, insieme a grandi orme della loro dottrina, elei loro gusto letterario, preziosi codici antichi, salvati dalla distruzione cui li minacciava il barbarico fanatismo dei Mussulmani. Tra questi si trovano: Pietro Bembo, letterato, grecista, latinista sommo: Paolo Alilo Manuzio, che fu inoltre il principe della tipografia italiana in quel secolo; Nicolò Massa, medico e filosofo; Girolamo Ronusco, letterato ; ed altri. Il veneziano Fra Paolo Sarpi lascia un monumento di storia e critica storica nella sua Ilistoria del Concilio Tridentino, contro la quale non riesci ad acquistar fama la voluminosa e magniloquente opera del cardinale Pallavicino ; il Sarpi fu inoltre, per la dottrina scientifica, matematica, per l'abilità nei negoziati politici, per l'austerità sua personale, uno dei più ragguardevoli uomini del suo secolo, di quelli che più si accostarono al sommo Galileo, di cui fu amico provato. In quel secolo Venezia fu patria d'adozione, per lunga dimora e teatro di attività artistica, al grandissimo Tiziano Vecellio. nativo del non lontano Cadore. Ed allato a quello del Vecellio figura il nome di Jacopo Robusti, detto il Tintoretto, veneziano di nascita, il più fecondo ed Immaginoso quanto potente colorista del suo secolo. E col Tinto-retto è tutta una schiera di eccellenti pittori che si forma in Venezia tra questo secolo ed il susseguente, tra i quali primeggia Paolo Caliari detto il Veronese, che in Venezia, come il Vecellio, operò ii maggior numero dei suoi capolavori e visse la maggior parte della sua vita, perocché non va mai scordato che l'ambiente ha sempre grande influenza sull'intelletto e le opere degli artisti.
   Nel secolo XVII, mentre il Palladio, il Vittoria, il Sansovino fanno di Venezia la loro patria adottiva, vi nasce il Longhena, che tra gli architetti del periodo barocco