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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Venezia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografico-Editrice Torino, 1902, pagine 383

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Venezia
   181
   Fig. 92. — Venezia : Rio o canale detto di 5. Slin (da Calli e Canali).
   Venezia la terribile malattia della lebbra, importata specialmente da coloro che per ragioni di traffico o per sentimento religioso recavansi di frequente in Siria e Palestina, malattia detta anche mal di San Lazzaro, fu nella parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio aperta una casa per ricevervi quegli infermi, ila, non bastando l'angusto ospizio al molto bisogno, Uberto abate di Sant'Ilario, nel 1182, donò quest'isola a Leon Paolino perché vi fondasse una chiesa in onore di San Leone papa ed uno spedale. Dai malati che quivi si rifugiavano l'isola prese il nome di San Lazzaro. Scomparsa quasi del tutto nel 1479 questa malattia, si ricoverarono in quest'ospizio gli accattoni infermi, i quali, nel 1717, vennero trasportati all'ospedale dei mendicanti e l'isola rimase del tutto abbandonata.
   Ma in quel torno era giunto a Venezia il celebre Mechitar di Sebaste, uomo d'alto ingegno e di gran fede, il quale erasi proposto di ricondurre i suoi connazionali, gli Armeni,all'unità della credenza religiosa, per varie cagioni perduta. Dapprima aveva fondato all'uopo una Comunità a Madone nella Morea ; ma caduta la penisola in possesso dei Turchi dovette abbandonarla e rifugiarsi a Venezia coi suoi proseliti. Il governo della Repubblica, sapendone le alte benemerenze, facilmente gli accordò l'isola di San Lazzaro ed egli ristorò o rifece quasi la chiesa ed il coavento, eri-
   gendo quel campanile ch'è rimasto un saggio dell'arte orientale in Venezia. Il Novelli, lo Zuguo ed altri dipinsero per la chiesa e per il convento; ma ciò che diede fama e speciale importanza a questo istituto fu la magnifica biblioteca di codici armeni ed orientali da esso posseduta e la tipografia per la stampa dei libri liturgici, filosofici e di mensa, in lingua armena ed in altre lingue orientali, che esso qui istituiva e che divenne nel genere una delle più famose, superata appena dalla tipografia poliglotta del Vaticano.
   Quando nel principio del secolo il governo del Degno d'Italia soppresse le Corporazioni religiose e ne incamerò i beni, fece eccezione pei Padri Mechitaristi, i grandi meriti dei quali, per la diffusione, l'incremento della civiltà, non potevano essere disconosciuti. Più tardi i Mechitaristi aprirono uu loro collegio anche a Santa Maria delCarminejma tennero etengono sempre l'isola di San Lazzaro, ove sono interessantissimi a visitarsi il loro convento, la tipografia, la loro libreria dai preziosi codici e la magnifica raccolta di paramenti e vasi sacri usati nell'esercizio nel culto secondo i riti orientali. I Padri Mechitaristi diedero sempre all'Armenia uomini bistratti in ogni ramo dello scibile, oltre che nella religione : propagandisti ad un tempo della fede e della civiltà, colle loro pubblicazioni diffuse in tutto l'Oriente, in tutta l'Asia Da essi venne e viene