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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Genova e Porto Maurizio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1892, pagine 311

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   78
   Parte Prima — Alla Italia
   Polcevera ; ed è evidente che ambedue le tribù dovevano confinare in quella valle
   la più ragguardevole nelle adiacenze di Genova e che si schiudeva sul mare immediatamente a ovest di questa città.
   Il nome di codesto fiume
   chiamato Porcifera da Plinio (ni
   5
   s. 7)
   è scritto variamente Porcobera e Procobera nella predetta iscrizione
   la quale fu rinvenuta essa stessa in vai Polcevera a circa 8 chilometri da Genova.
   L'ortografia di questo documento è irregolarissima da cima a fondo e le forme etniche Genuat.es e Genuenses
   del pari che Langates e Langenses
   sono adoperate senza alcuna distinzione. L'iscrizione fu pubblicata da Grutero (voi. ì
   p. 204) e da Creili (Insci-
   3121)
   e
   da una copia più accurata
   da Rudorff (Parlino
   1S4G) e da Egger nelle Reliquiae Latini Sennonis
   p. 185.
   Niuna antica aulorità avvalora l'ortografia di Janna per Genova
   che pare fosse tn voga nel medioevo all'intento di corroborare la tradizione favolosa che attribuiva la fondazione della città a Giano. Codesta forma del nome trovasi
   come osserva il Gluverio (Ita/.
   p\ 70)
   in Liutprando
   scrittore del X secolo.
   Cenni storioi (medioevo e tempi moderni). — Nel secolo X Genova ebbe lunghe e aspre guerre eoi Saraceni
   e i suoi abitanti incominciarono in esse a dar saggio della loro abilità e del loro valore come uomini di mare
   preludiando alle posteriori guerre fratricide
   ma gloriose
   contro Pisa e Venezia.
   Verso la fine del secolo XI Genova
   acquistala la propria indipendenza
   cominciò ad essere governata dai consoli
   poscia (causando discordie intestine l'avidità del comando) dai podestà stranieri
   e in seguito
   nel 1267
   dai capitani del popolo.
   Sullo scorcio del secolo XtV Genova si diede volontariamente all'imperatore Enrico VII
   ma riacquistò alla morte di lui la propria indipendenza. A quell'epoca
   nel 1339
   rimonta l'istituzione dei dogi
   i quali
   ora a vita ed ora biennali
   conservarono il potere fino al 1797
   epoca in cui la repubblica aristocratica dovette cedere il posto al governo nazionale democratico.
   I secoli precedenti sono memorabili per lotte continue contro i Saraceni
   contro i Mori di Spagna e contro le repubbliche di Pisa e Venezia
   guerre combattute con varia fortuna
   ma con un valore
   con un eroismo degni di causa migliore.
   L'ultima guerra contro Pisa ebbe termine colla battaglia della Meloria
   l'anno 1
   214
   in cui la flotta pisana
   composta di settantadne nari
   sotto ii comando del veneto Alberto Morosini
   fu vinta dall'armata genovese
   forte di ottantotto galee
   sotto gli ordini di Oberto Doria e Benedetto Giacaria. Ecco in che modo lo storico Bargellini narra la fine di questo memorabile scontro
   il quale segnò la definitiva rovina di Pisa :
   — Inclinò da questo momento la battaglia apertamente in favore dei Genovesi: le navi dei vinti
   cessala ogni resistenza
   attendevano a salvarsi fuggendo verso Porto Pisano
   dove quelle che vi si poterono ridurre
   serrate le catene
   arrestarono le galere nemiche che loro davano la caccia. Delle altre rimaste fuori
   quaranta furono prese
   sette colate a fondo.
   L'armata vincitrice
   sopraccarica di prigionieri e imbarazzata dalle navi conquistale
   non si trattenne lungo tempo nelle acque di Porlo Pisano e si affrettò a ritornare.
   Fu ricevuta da popolazione immensa calata dai monti e raccolta dalla città e dai borghi di fuori. Vedevano sfilarsi innanzi novemila dugentosettanladue prigioni
   fra i quali il Morosini
   portato in lettiga per le ferite ; poi le bandiere conquistate
   che furono riposte nella chiesa di San Matteo
   sulla facciata della quale si legge scolpito ancora il racconto della grande vittoria: Fu il contegno del popolo lieto
   ma dignitoso
   quasi non avesse cuore d'insidiare alV immensa sventura dei vinti
   e