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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Cuneo
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1891, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'arie Prima — Alta Italia
   La massima larghezza del circondario di Biella è di 33 chilometri fra il lago della Vecchia e Vintebbia, e la massima lunghezza di 42 chilometri fra i Denti di Valmala e la Dora morta di Cavaglià.
   Monti e colline. — Nodo e punto di distacco di tutto il sistema orografico biellese è la punta dei Tre Vescovi (2501 m.) situata sul contrafforte primario che si dirama dal monte Rosa verso sud e separa la valle del Lys, o di Gressoney, dalla Valsesia. Staccatisi da detta punta due catene principali che ramificanti alla loro volta in molte altre secondarie. Una che, a meglio dire, sarebbe la continuazione del suddetto contrafforte, corre da nord a sud formando lo spartiacque fra il bacino della Dora Baltea e quello della Sesia o del Cervo in senso più ristretto, e verrebbe a morire nella pianura sotto Andrate, ove l'antico ghiacciaio di vai di Aosta non le avesse lascialo in retaggio l'appendice morenica, detta la Serra, che par la prolunghi in direzione sud-est sino a Salussola.
   A questa diramazione appartengono le cime seguenti : gemetti dì Malagna (2400 in. circa), Cresta (2521 m.), punta Pietra Bianca (2-491), punta di Ley-Long (2389 m.), Camino (2384 m.); spiccasi il contrafforte che separa la valle del Cervo da quella dell'Oropa (vetta principale il Tovo di 2232 metri d'altezza), il Rosso, che manda una punta fra la valle dell'Oropa e quella dell'Elvo (vetta principale il Mucrone, 2337 in.), Mars (2600 m.), Bcchit (2322 m.) e finalmente la Colma di Mombaron (2372 in.) sopra Ivrea.
   L'altra catena, che va in prima direttamente a ovest, poi piega a nord-ovest, forma per breve tratto lo spartiacque fra la Valsesia e la valle del Cervo e poi quello fra la Sesia e il suo affluente Sessera. A questa ramificazione appartengono il monte Rosso del Croso (2343 m.), il 'Paiamone (2430 m.), la cima Camera, la Scolacela del Bo (2030 m.), il Testone delle tre Alpi (2081 m.), la cima d'Ometto (1912 m.), la cima di Bori (1959 in.), il 'Paiamone e i Denti di Valmala.
   Dal 'Paiamone staccasi un contrafforte, il quale, dopo di essersi innalzato nella cima del Bo (2556 m.), nella punta del Cromie (2392 ni.), nella cima delle Guardie (2006 m.) e nella cima del Bonom (1888 ni.), tutte fra le valli della Sessera e del Cervo, al monte Montuccio (1698 in.), si suddivide in due rami. Di questi, uno, seguendo la direziono da ovest a est, forma il monte Marco (1621 ni.) e la rocca d'Argimonio (1587 m.) e si dirama quindi nei colli di Mosso Santa Maria, Mortiglìengo, Sostegno e Vintebbio; l'altro, slanciandosi verso mezzodì, forma il monte Costo (1139 m.), il Tarlo (836 m.) e il bric di Zmnaglia (669 ni.) e diramasi nei colli vitiferi di Bioglio, Ronco, Valdengo e Quaregna. Codesti due rami racchiudono tutta la valle della Strona di Cossato coi suoi affluenti. La catena fra la Valsessera e la Valsesia dirama al monte 'Paiamone un contrafforte che s'interpone fra la prima valle e la piccola della Strona di Postua con la cima principale, il monte Barone di. Valsessera, alto 2045 metri.
   Valichi — I valichi principali che mettono il biellese in comunicazione con la valle della Lys, o di Gressoney, sono: il colle della Luce (2121 m.) e il colle di Cetrioli (2132 ni.) per la valle dell'Elvo ; il colle detta Burma (2261 in.) per quella dell'Oropa; e i colli della Gragliasca (2213 m.), del Torrìson (2200 m.), della Vecchia (2186 ni.), della Mologna Piccola (2095 ni.) e della Gran Malagna (2300 in.), per quella del Cervo.