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l'arie Prima — Alla Ilalia
Venasca (3065 ab.). — Giace in montagna, presso la Varaita, a 16 chilometri da Saluzzo, ed ha una parrocchiale dell'Assunta, costruita dal 1750 al 1755 sul disegno del capitano ingegnere Ruffino, e ben meritevole di osservazione per la sua architettura elegante di stile romano, in forma ottagona, e per la sua bella rotonda, sorretta da molte colonne ed ornala di finissimi marmi. Del rimanente Venasca è un borgo di una sola ed assai angusta contrada, con afligue altre viuzze oscure ed una piccola piazza pel mercato. Prima del 1500 vi sorgeva un castello dei Porporato, che fu demolito intieramente dall'esercito gallo-ispano, il quale distrusse nello stesso tempo il lungo ponte in pietra sulla Varaita che stava dirimpetto al castello. Codesto ponte fu poi surrogato dal solido che ora vi esiste, in muratura e a Ire arcate. Attraversando codesto ponte s'incomincia a scorgere la bifida punta del Monviso e si entra subito in Venasca. Congregazione di carità e Asilo infantile. Derrate di prima necessità non copiose ; castagne e frutta da inverno. Cave di marino bianco lamellare saccaroide, non coltivate. Filanda di seta, fonderia, tintoria, stamperia di tele, martinetti, torchio da olio e Banca. Mercato attivissimo il lunedì, dei prodotti di montagna.
Cenni storici. — Fu da remoli tempi signoria d'una famiglia che ne prese nome. Nel 1352 se ne impadronirono i marchesi di Saluzzo, e si chiamò Venasca dacché questi lo prescelsero come luogo di villeggiatura. In addietro conteneva molte selve, un'abbondante caccia, ma quesla cessò colla loro distruzione. Casa Savoia lo diede in feudo ai Porporato con titolo marchionale Coli, elelt. Cuneo II (Saluzzo) — Dioc. Saluzzo — Pi T. e Tramvia Venasca-Costigliole-Saluzzo.
Brossasco (2828 ab.). — In vai Varaita, sulla falda del monte San Bernardo, conserva tuttora, sopra un'eminenza a 600 metri circa verso nord-est, gli avanzi di un castello che apparteneva ai marchesi di Saluzzo. Ha due chiese parrocchiali: quella di Sant'Andrea, nel villaggio, fu fondata nel 1406, e pare che nel luogo ove verme eretto l'attuale campanile preesistesse un'altra chiesa di stile gotico, che eslendevasi verso mezzogiorno contro l'altare di S. Giovanni, le cui pitture, rappresentanti la Natività di Gesù Cristo, alterate dal tempo, accennano ad antichissima epoca, anteriore certo al 1330. L'altra, dedicala a S. Pietro, è nella valle di Girba ed è pure antica.
Nel vallone di Girba havvi un'importante cava di lavagna, la cui escavazione è resa difficile per mancanza di comodi mezzi di viabilità per l'esportazione. Dicesì che vi siano giacimenti di piombo argentifero, ma pare che, se pure esistono, la loro estensione e ricchezza non sia sufficiente per attivarvi delle lavorazioni. Un secolo fa era in altività una cava di marmo sulla cima della rocca di Manforte, che dista poco più di un'ora a nord del villaggio ; ma da molto tempo fu abbandonata. Grande quantità di marino bianco fornirono le cave di Brossasco per l'ornamento di palazzi di Torino e del regio castello di Racconigi. Fiorivano pure parecchie fucine di ferro. Il territorio produce granaglie, viti e pascoli. La bella valletta di Girba è rinomata pei suoi eccellenti latticini e per le sue saporite trote, ed ha abbondanti cave di pietra.
Cenni storici. — Ebbe anticamente per signori quelli stessi della vicina Venasca, i quali erano vassalli dei marchesi di Busca, e poi dei vescovi di Torino, e mancarono sullo scorcio del secolo XV. Sotto Carlo Emanuele I fu dato ad un Gaspare Porporato, primo marchese di Sampeyre, il cui casato si estinse nel secolo nostro.
Coli, elett. Cuneo II (Saluzzo) — Dioc. Saluzzo — P2 T. a Venasca.
Isasca (461 ab.). — Comunelle diviso in varie frazioni, sparse nella valletta a cui dà nome, la quale apresi sul lato sinistro di vai Varaita, e nel cui territorio sono cave di marmo bianco, già da gran tempo abbandonate. Antichissima chiesa