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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   904 Ttagji ca/orìiri - Raggi X - TìailiO'illivilìi
   rosimilmente sino all'altezza de' cirri che si valuta a 10-^-12 km.
   Quando poi le goccioline si uniscono insieme per formare delle goccie più grosse, il potenziale di queste si accresce enormemente, come si è detto (§ 469), e può dar lu-ogo a lampi e fulmini.
   Di più le nubi, oltre alla carica propria, acquisteranno le cariche indotte per influenza da altre; indi potranno separarsi in due o più parti che saranno quali positive, quali negative, e risolversi in pioggia, lambire montagne, dare scintille; si vede così quanto debba riuscire complesso il fenomeno nella stagione burrascosa.
   Si può però dire, a ogni modo, che noi viviamo fra le opposte armature di un immenso condensatore, il cielo e le nubi formando l'armatura superiore, la terra l'armatura inferiore, e l'aria interposta il dielettrico. Quando una nube procellosa discende, siamo esposti a una scarica esplosiva per la rottura del_dielettrico, là dove la tensione supera un certo limite. Allora qualche chilometro quadrato di nube e qualche chilometro quadrato di terra sono le due armature, e l'intervallo di separazione non può riuscir grande. Se la nube e la terra fossero conduttori perfetti, tutta questa enorme quantità di elettricità sarebbe scaricata da un fulmine di proporzioni spaventevoli; ma, per buona ventura, se ne scarica una parte soltanto. Essendo allora turbato l'equilibrio delle parti costituenti la nube, si produrranno altre scariche interne fino a un nuovo stato di equilibrio, e anche questa circostanza concorre a prolungare il rombo del tuono.