Ipotesi sulla radioattività
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disintegrazione atomiea. Codeste trasformazioni di struttura sono poi accompagnate da manifestazioni di energia che rendono palese l'energia cinetica degli elettroni, e l'energia potenziale dovuta alle forze reciproche esistenti tra loro. Lo sviluppo di calore che accompagna le trasformazioni radioattive, avrebbe dunque origine analoga a quella del calore che si produce in molte reazioni chimiche : invece di corrispondere ai cambiamenti di aggregazione degli atomi nelle molecole, corrisponderebbe a cambiamenti di aggregazione degli elettroni negli atomi.
Naturalmentejl'atomo, modificandosi, cambia anche le proprietà fìsiche e chimiche; viene cioè ad appartenere ad una specie chimica diversa. Il Ru-therford con una lunga serie di esperienze ingegnosissime è riuscito, secondo questo ordine di idee, a stabilire la genealogia — per così dire — degli elementi radioattivi. Ad esempio, dall'atomo di uranio, per l'espulsione di una particella a, si ha l'atomo di un altro elemento detto radio uranio; questo, instabilissimo, cambia natura senza espulsione di raggi, trasformandosi in uranio X. L'uranio X emette raggi P, e quindi anche raggi -y, e si trasforma in jonio; il jonio, con l'espulsione di una particella a, si trasforma nell'atomo di radio. L'atomo del radio poi dà luogo all'atomo di emanazione, espellendo un'altra particella k. Gli atomi dell'emanazione del radio subiscono una disintegrazione immensamente più rapida; contemporaneamente si produce una corrispondente quantità di gas elio. Questa scoperta che comprova la trasformazione di un elemento in un altro fu dapprima contestata, ma oggidì la produzione dell' elio da parte dell' emanazione è ritenuta un fatto indiscutibile. L'elio risulta dalle particelle « emesse dall'emanazione le quali hanno