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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   914 Ttagji ca/orìiri - Raggi X - TìailiO'illivilìi
   razione ; questa, nell'istrumento in discorso, si stabilisce fra il collettore k e le pareti della camera di ionizzazione, la quale perciò dev'essere messa in comunicazione col suolo.
   468. Ipotesi sulla radioattività. — Da che e come sono prodotti i fenomeni dei corpi radioattivi? Bisogna contentarsi di ipotesi: in primo luogo v'ha chi suppone esistere nello spazio certe radiazioni propagantisi continuamente in ogni direzione : tutti i corpi sarebbero colpiti da queste ipotetiche radiazioni, le quali con il loro urto tenderebbero a staccarne quelle particelle che costituiscono i raggi a e (3; ma il distacco si effettuerebbe solo in alcuni corpi, e questi sarebbero appunto i corpi radioattivi, i quali funzionerebbero cosi da trasformatori di energia: il calore emesso dal radio sarebbe poi l'equivalente di parte dell'energia di cotali radiazioni. Questa ipotesi ha avuto poco favore.
   Ne è prevalsa invece un'altra basata sulla teoria degli elettroni : ricordiamo che, stando a questa ipotesi, gli atomi sono sistemi di elettroni dotati di grandissima velocità ; e la differenza fra gli atomi chimicamente diversi consiste nel diverso numero e nel diverso modo di aggregazione degli elettrodi componenti.
   L'ipotesi sussidiaria da aggiungere per spiegare la radioattività è che alcune specie di atomi non sono sistemi completamente stabili, ma invece sistemi che più o meno lentamente si trasformano. Nei corpi radioattivi avverrebbe pertanto che, ad ogni istante, qualche atomo si sfascia ; gli elettroni che lo costituivano restano in parte liberi, e in parte riuniti in nuovi gruppi formano transitoriamente atomi di specie nuova, che alla lor volta si trasformano in altri fino a raggiungere un'aggregazione relativamente stabile. È questa la teoria della