970 Ttagji ca/orìiri - Raggi X - TìailiO'illivilìi
Finalmente, vi sono delle sostanze radioattive solide raccolte in quantità così piccola, che è impossibile ogni misura ponderale o volumetrica, in tal caso non si può più determinare l'attività loro nel modo dgtto sopra, ma si possono determinare solo le variazioni di attività che la.massa ignota subisce col trascorrere del tempo; si paragona cioè l'attività sua dopo un certo tempo a quella che aveva in principio.
In ogni caso le misure si riducono al confronto di correnti di saturazione: i galvanometri però non si prestano, perchè l'intensità di tali correnti è in generale troppo piccola per essere rivelata da essi; la misura si fa invece con gli elettrometri, come si è già notato. Supponiamo due conduttori A e B, dei quali B, per esempio, comunica con la terra, e è isolato ed inizialmente portato ad un potenziale V. L'intensità della corrente che si stabilisce fra di essi col moto dei ioni, è data dalla capacità elettrostatica C di A moltiplicata per la variazione di potenziale A V da esso subita nella unità di tempo :
(1). i = C. & V.
Si vede che se la capacità C è abbastanza piccola, la variazione di potenziale A V può essere notevole anche se i è piccola. La misura dunque dell'attività di una sostanza si fa misurando la variazioue del potenziale che subisce, nell'unità di tempo, un conduttore che riceve la corrente di saturazione nel gas ionizzato. Il conduttore A isolato si chiama il collettore; e poiché esso deve necessariamente essere unito all'elettrometro, la capacità C è quella complessiva del collettore e dell'elettrometro.
La disposizione più semplice, usata spesso per