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dell'attimo; l'uranio invece non produce emanazione.
La radioattività delle emanazioni però ha un carattere temporaneo; accade cioè che, dopo'un certo tempo che varia a seconda dell'elemento dal quale proviene, l'emanazione perde completamente la sua proprietà radioattiva.
Nel caso del radio l'emanazione da esso prodotta rimane in gran parte occlusa nella massa del sale, ed .a grado a grado che va sparendo, altra se ne forma; si raggiungerà, per cosi dire, l'equilibrio, quando la quantità prodotta equivale a quella che si distrugge. Per rimuovere l'emanazione del sale, o si può scaldar questo a temperatura elevata, od anche scioglierlo nell'acqua. Ad ogni modo il radio che è stato privato della sua emanazione con l'uno o l'altro modo, non presenta più che i 3/4 circa della sua primiera attività, e non emette allora che raggi <*. Ma lasciando a sè il radio e la emanazione cosi estratta, si trova che, man mano che l'emanazione isolata perde l'attività, il radio ripristina la sua propria : dopo un mese circa, l'emanazione si è distrutta, mentre il radio si è rifornito della provvista normale di emanazione che può essere nuovamente estratta. Bisogna quindi concludere che il radio produce continuamente emanazione, ossia che gli atomi di radio vanno lentamente trasformandosi in atomi di emanazione.
Per mettere in evidenza la emazione del radio, si può far uso dell'apparecchio semplicissimo indicato dalla flg. 555. Esso consta di un tubetto d'assaggio t, chiuso da un tappo attraverso al quale passano due cannine di vetro: quella i termina a imbuto; l'altra, munita di una chiavetta r, comunica con un lungo tubo di vetro T che ha la parete interna rivestita di un sottile strato di solfuro